Sistema bancario italiano, efficienza ed economia di scala sono le due priorità. Mirko Sanna, director, lead analyst, financial institutions di S&P Global Ratings ha presentato l’outlook per le banche italiane nei prossimi 12 mesi

“Il 2025 è stato probabilmente l’anno di picco in termini di redditività per gli utili delle banche italiane. Queste ultime portano in dote al 2026 un Roe medio del 16% e si collocano tra le più performanti in Europa. Le prospettive per il prossimo anno sarebbero positive se non ci fosse un livello di tassazione più elevato, mentre lo scenario macro economico migliora”.
Con questo commento, Mirko Sanna, director, lead analyst, financial institutions di S&P Global Ratings ha presentato l’outlook per le banche italiane nei prossimi 12 mesi, individuando quattro tendenze il cui sviluppo potrebbe influenzare il profilo creditizio delle banche: gli aspetti macroeconomici, il consolidamento, la diversificazione e l’innovazione.
Scenario macro positivo
La società si attende un del Pil dello 0,8% rispetto allo 0,5% stimato nel 2025. L’aumento del reddito disponibile potrebbe stimolare una maggiore spesa dei consumatori e il programma Next Generation Eu dovrebbe sostenere la crescita. Non si tratta di una forte accelerazione, ma la ripresa dei consumi, rispetto alla debolezza precedente, permette un recupero dell’attività economica complessiva in uno scenario di tassi stabili al 2% e in cui si è assistito a una a diminuzione del rischio sovrano.
Un contesto favorevole per le banche
Il quadro descritto permetterà, secondo Sanna, una crescita dei ricavi delle banche, con una graduale stabilizzazione del margine di interesse, dopo due anni di diminuzione, tendenza però verso la quale le banche si sono difese molto bene. L’attuale costo del denaro dovrebbe essere un buon presupposto per attendersi un aumento della domanda di credito, cui si aggiunge la possibilità, proprio per il basso livello dei tassi di interesse, di una espansione del settore della gestione patrimoniale che, in particolare attraverso le soluzioni assicurative, andrà a sostenere ulteriormente le commissioni maturate dalle banche.
In termini di redditività, le aspettative sono di una leggera flessione a causa, probabilmente, di una possibile contenuta crescita del costo del rischio, che si trova attualmente a -40 punti base (minimo degli ultimi 20 anni) e all’aumento dell’Irap (stimato attorno a un miliardo di euro)
Costi in discesa per le grandi banche
Gli istituti di credito di grandi dimensioni “continueranno a beneficiare degli sviluppi precedenti e in corso, tra cui fusioni e acquisizioni, con una diminuzione delle spese operative prevista dell’1%-2% in media. “Tuttavia, prevediamo un aumento del 4% delle banche più piccole, che riflette l’aumento del costo del lavoro e degli investimenti It dovrebbe compensare gli effetti persistenti della riduzione dei margini”, ha ricordato l’analista, un risultato significativo se si pensa che le grandi banche stanno continuando a fare investimenti. Le grandi banche italiane sono sempre più orientate a diversificare i propri flussi di reddito e questa tendenza dovrebbe continuare. Tuttavia, ad eccezione di UniCredit, esse rimangono più orientate al mercato interno rispetto ad altre grandi banche europee. Da questo punto di vista, emerge lo spaccato tra piccoli/medi e grandi istituti, vista l’importanza dell’economia di scala per il settore. In merito all’innovazione, le banche stanno esplorando l’intelligenza artificiale generativa come opportunità per aumentare l’efficienza, anche se, per la società, l’implementazione sarà graduale. Per il momento, l’atteggiamento degli istituti è improntato alla cautela nell’adottare la nuova tecnologia: in sostanza le banche, in questo ambito, sono viste più come “trend follower”.
Utilizzo del capitale
S&P Global Ratings si aspetta che il capitale rettificato per il rischio (Rac) aumenti per la maggior parte delle banche, nonostante la stragrande maggioranza degli utili sarà utilizzata per remunerare gli azionisti o per eventuali consolidamenti nel settore. “Le operazioni di fusione e acquisizione in corso stanno ridefinendo il settore bancario, migliorando la capacità di guadagno e facilitando gli investimenti nell’ innovazione”, ha rimarcato Sanna, che non ha mancato di sottolineare come il livello di capitalizzazione degli istituti di credito italiani sia ben superiore ai minimi regolamentari.
Ampia liquidità
La crescita dei prestiti potrebbe superare leggermente quella dei depositi e le banche potrebbero utilizzare sempre più gli strumenti delle operazioni di rifinanziamento principali (Mro) della Bce, ma il funding rimane solido. La situazione di surplus è significativa e la stabilità dello spread non genera alcuna difficoltà di accesso ai mercati
Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

