Global Credit Team di Algebris Investments

Iran – Proteste e barili
A seguito di proteste diffuse in tutto il Paese, il regime iraniano ha di fatto isolato l’Iran, limitando drasticamente le comunicazioni e i collegamenti con l’esterno. Secondo stime di organizzazioni umanitarie indipendenti, le vittime sarebbero oltre 12.000, dopo che le autorità hanno represso le manifestazioni con estrema durezza.
È improbabile che le proteste rientrino nel breve periodo. Il Presidente Trump ha inviato segnali contrastanti: a fronte di una retorica più assertiva, un’azione militare concreta è stata finora rinviata. Nel frattempo, secondo quanto riportato, gli Stati Uniti starebbero rafforzando ulteriormente la propria postura militare nella regione, mantenendo elevati i rischi di escalation. I mercati sembrano prezzare una probabilità elevata di un attacco e il petrolio reagisce con marcata sensibilità a ogni nuovo sviluppo riportato dai media.
Stati Uniti – CPI più morbido, nessun segnale di allarme
Il dato di inflazione CPI della scorsa settimana è risultato in linea con le attese. L’inflazione headline è salita al 2,7% a/a, mentre la core si è attestata al 2,6% a/a, lievemente sotto il consenso. La sorpresa al ribasso è dipesa soprattutto dalla componente dei beni core, mentre l’inflazione dei servizi core è rimasta sostanzialmente in linea. La componente shelter si è mantenuta sostenuta (+0,4% m/m), mentre i servizi ex-shelter hanno registrato una dinamica più debole del previsto.
La reazione di mercato è stata un moderato aggiustamento al ribasso dei tassi a breve, con il rendimento del Treasury a 2 anni in calo di circa 2 pb nella seduta. Nel complesso, lo scenario inflazionistico resta costruttivo e privo di elementi di pressione immediata. Con un dato sostanzialmente allineato alle aspettative, per la riunione della FED di gennaio il mercato prezza pienamente un mantenimento dei tassi invariati.
Groenlandia – Isola fredda, geopolitica calda
Negli ultimi interventi pubblici, il Presidente Trump ha continuato a richiamare l’attenzione sulla Groenlandia e sulla sua rilevanza strategica per gli equilibri geopolitici globali. I titoli della scorsa settimana suggerivano che Germania e Francia potrebbero inviare truppe, in larga misura come gesto simbolico.
Con gli impegni NATO e il quadro del diritto internazionale sullo sfondo, anche iniziative simboliche possono alimentare una controversia diplomatica più ampia tra gli Stati Uniti e gli alleati europei. Pur non attendendosi un confronto militare nell’immediato, la situazione potrebbe aumentare l’incertezza geopolitica e la volatilità di mercato qualora le tensioni dovessero intensificarsi.
Redazione
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