Weekly outlook di Allianz Global Investors a cura di Stefan Rondorf, Senior Investment Strategist, Global Economics & Strategy
Questa settimana i mercati finanziari si concentreranno su due temi principali: la situazione del mercato del lavoro statunitense e l’orientamento di politica monetaria delle principali banche centrali europee.
Negli Stati Uniti, il Job Openings and Labor Turnover Survey (JOLTS) e l’ADP National Employment Report daranno le prime indicazioni sulle dinamiche del mercato del lavoro. A seguire, venerdì sarà pubblicato il rapporto ufficiale sui salari non agricoli, il dato più rilevante della settimana.
A completare il quadro con un indicatore di breve periodo saranno le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, in uscita giovedì.
Si attende, inoltre, la pubblicazione degli indici dei responsabili degli acquisti di diversi Paesi, che daranno maggior chiarezza sul sentiment economico di fondo di inizio anno. I dati sul sentiment pubblicati finora, in particolare quelli provenienti da Asia e da Australia, sono stati incoraggianti. Per quanto riguarda i Paesi europei, potrebbero esservi delle revisioni dei dati preliminari una volta che l'”episodio Groenlandia” sarà passato in secondo piano.

Nell’Eurozona, mercoledì al centro dell’attenzione saranno probabilmente i dati preliminari sull’indice dei prezzi al consumo. Non sorprenderebbe se fossero al di sotto dell’obiettivo del 2% fissato dalle autorità di politica monetaria.
In questo contesto, l’attenzione si sposterà poi sulla riunione della Banca Centrale Europea (BCE) di giovedì, in cui, si prevede, il tema dominante non sarà tanto la decisione sui tassi d’interesse quanto piuttosto la valutazione della Banca stessa sui rischi d’inflazione nel medio periodo e sulle prospettive di più lungo termine della politica monetaria. In parallelo, la Banca d’Inghilterra (BoE) annuncerà la propria decisione di politica monetaria in un contesto di crescita contenuta e di continue pressioni salariali.
A condizione che le tendenze fondamentali non deludano gli ottimisti, il divario evidente tra sentiment e posizionamento effettivo potrebbe fornire ulteriore sostegno ai mercati. In ogni caso, si può almeno supporre che, via via che i prezzi salgono, gli investitori più cauti dovranno necessariamente aumentare la propria esposizione agli investimenti, per evitare di rimanere troppo indietro.
Ciò detto, aumenta la vulnerabilità del mercato alle correzioni, se non altro perché l’ottimismo e l’esposizione sono maggiori rispetto a qualche settimana fa. Sono comunque pochi i segnali di euforia, e l’ultimo stress test politico ha dimostrato che i mercati rimangono sufficientemente resilienti da assorbire le battute d’arresto. In un contesto di aspettative elevate e di persistente incertezza geopolitica, risulta opportuno mantenere un approccio disciplinato e diversificato.
Redazione
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