Il grafico della settimana a cura dell’Economic Team di Payden & Rygel

 

 

La scorsa settimana la Federal Reserve ha lasciato invariato il tasso sui Fed Funds dopo tre tagli consecutivi da 25 punti base l’uno. A determinare la decisione dei policymaker sarebbero stati i presunti segnali di stabilizzazione sul fronte della disoccupazione. Analizzando i dati, tuttavia, si può notare come la riduzione del tasso di disoccupazione sia stata solo marginale – dal 4,5% di novembre al 4,4% di dicembre – senza contare che una singola rilevazione mensile non può da sola rappresentare una tendenza. Ampliando la prospettiva, dallo scorso gennaio si osserva un aumento graduale della disoccupazione del +4%.

Anche altri indicatori del mercato del lavoro segnalano una persistente debolezza: la crescita dell’occupazione nel settore privato è appena positiva, il tasso di dimissioni è sceso al di sotto dei livelli pre-pandemici e la disoccupazione di lungo periodo ha raggiunto un nuovo massimo ciclico.

Le indagini del Conference Board mostrano inoltre un aumento del numero di persone che faticano a trovare un impiego, un dato che storicamente approssima bene l’andamento del tasso di disoccupazione. Il mercato del lavoro si sta davvero stabilizzando o la Fed confida in una narrativa non pienamente supportata dai dati? I policymaker stanno scommettendo sulla stabilità, ma se questa lettura dovesse rivelarsi errata, un ulteriore deterioramento del mercato del lavoro potrebbe riportare la banca centrale verso nuovi tagli dei tassi prima del previsto.

 


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Redazione

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