A colloquio con Andrea Alecci, Macro Strategist di Wellington Management

Quali ritenete siano i rischi e le opportunità per l’asset class ‘emerging bond’ derivanti dall’intervento Usa in Venezuela?
L’intervento degli USA in Venezuela ha causato un apprezzamento significativo delle obbligazioni venezuelane, che continuano a scambiare con un forte sconto di prezzo pari al 60–70% rispetto al valore nominale. Riteniamo che una maggiore chiarezza della politica statunitense, la cooperazione del governo Rodríguez con Trump, e la prospettiva di futuri processi elettorali possano determinare un ulteriore incremento.

La capacità del Venezuela di ripagare il valore nominale del debito dipenderà dalla sua abilità nel monetizzare le ingenti riserve petrolifere. Il mancato successo degli Stati Uniti nel convincere gli investitori energetici a tornare nel Paese (come evidenziato dai commenti di Exxon in un incontro con Trump a inizio gennaio) rappresenta il principale rischio per le prospettive delle obbligazioni venezuelane.
Restiamo scettici su un aumento significativo della produzione in tempi brevi, date le sanzioni economiche ancora in vigore, l’incertezza politica e dell’assenza di un quadro di stabilizzazione credibile. Questo limita il potenziale di rialzo nel breve termine. Per il resto dei mercati emergenti, riteniamo che l’attivismo USA e il sostegno agli alleati possa favorire uno spostamento politico verso governi più orientati al mercato.
Nel disomogeneo universo dei bond emergenti, quali titoli potrebbero beneficiare di un’ulteriore riduzione dello spread nel corso del 2026?
Ci aspettiamo rendimenti solidi dall’asset class nel 2026. Nei titoli sovrani investment grade, il margine per un ulteriore restringimento degli spread appare limitato dopo la significativa compressione del 2025. Detto ciò, i rendimenti attesi restano storicamente elevati dati gli alti tassi di interesse e politiche fiscali spesso più responsabili dei paesi sviluppati. Nel segmento high yield, permangono opportunità di un ulteriore compressione degli spread.
Dato che gli spread sono attualmente più stretti rispetto al passato, i settori che preferiamo sono i titoli di stato dell’America Latina, utility e finanziari dell’Europa orientale, oltre agli oleodotti situati nel Medio Oriente. Al di fuori dei sovrani in valuta forte, i fondamentali delle obbligazioni corporative rimangono su livelli storicamente solidi. Infine, il debito emergente in valuta locale continua a offrire importanti opportunità. Diverse importanti banche centrali dei mercati emergenti operano ancora con tassi superiori a quelli di neutralità stimata, in particolare in America Latina, lasciando spazio a ulteriori guadagni. Tutto questo in un contesto di indebolimento del dollaro USA.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

