La BCE ha lasciato invariati tutti i principali tassi di riferimento. Attesa di nuovi segnali. I commenti di DWS, Payden & Rygel e Pimco

 

BCE

 

Ulrike Kastens, Senior Economist, DWS, ha commentato: “Il messaggio emerso dalla riunione del 5 febbraio della BCE è stato ancora una volta chiaro: l’orientamento di politica monetaria è adeguato e, di conseguenza, il Consiglio direttivo ha lasciato invariato il tasso sui depositi al 2,0%. In un contesto segnato da sfide globali, i rischi per le prospettive economiche sono valutati come sostanzialmente bilanciati.

Cresce inoltre la fiducia nel fatto che l’obiettivo di inflazione del 2,0% continuerà a essere raggiunto nel medio termine, poiché i dati pubblicati nelle ultime settimane confermano sempre più lo scenario di base della BCE. Singoli dati, come l’inflazione di gennaio scesa all’1,7%, non dovrebbero essere sovrainterpretati.

Ulrike Kastens

Sebbene il tasso di cambio sia stato oggetto di discussione durante la riunione, gran parte dell’apprezzamento dell’euro si è verificata lo scorso anno ed è quindi già incorporata nelle proiezioni su crescita e inflazione.

In questo contesto, emerge l’impressione che lo scenario di base dovrebbe subire un cambiamento significativo affinché la BCE modifichi il proprio orientamento di politica monetaria. Di conseguenza, ci si attende che il tasso sui depositi rimanga al 2,0% anche nel 2026.

Uno dei messaggi chiave della Presidente della BCE, Christine Lagarde, è stato l’invito a promuovere con urgenza un rafforzamento dell’area euro e della sua economia. Nei prossimi giorni sono attese proposte in tal senso. Oltre a misure volte a sostenere una crescita più elevata e aumenti di produttività in Europa, il dibattito include anche il tema di una spesa congiunta per la difesa e l’emissione di Eurobond. Quest’ultimo aspetto, in particolare, è destinato a essere seguito con grande attenzione dai mercati dei capitali.”

 

Antonella Manganelli, AD di Payden & Rygel Italia, ha aggiunto: “La BCE ha lasciato invariati tutti i principali tassi di riferimento, in linea con le attese di mercato. La decisione di oggi si inserisce in un contesto di pressioni inflazionistiche in attenuazione: l’inflazione dell’Area Euro si attesta all’1,7%, al di sotto dell’obiettivo del 2%, mentre la crescita economica rimane vicina al potenziale, riducendo l’urgenza di nuovi interventi di politica monetaria.

Antonella Manganelli

I mercati avevano ampiamente anticipato una pausa accompagnata da un messaggio prudente e la reazione di azioni e rendimenti europei è stata contenuta. La BCE appare ora a suo agio con l’attuale orientamento monetario, pur ribadendo un attento monitoraggio dell’evoluzione di inflazione e cambio.

Guardando avanti, ci attendiamo tassi stabili nel breve termine, ma riteniamo non trascurabile la probabilità di un graduale ritorno a un orientamento più restrittivo nella seconda parte dell’anno, qualora dovessero riemergere pressioni inflazionistiche superiori a quanto attualmente incorporato nelle aspettative di mercato”.

 

 

Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO, ha concluso: “Come ampiamente previsto, la BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento, con un esito complessivo della riunione sostanzialmente in linea con le indicazioni precedenti e le aspettative del mercato. La banca centrale rimane in una posizione favorevole, con un’inflazione vicina all’obiettivo, una crescita che si mantiene su livelli tendenziali e mercati del lavoro che restano solidi.

In questo contesto, i banchieri centrali sembrano ampiamente soddisfatti dei tassi di riferimento che si attestano intorno al punto intermedio dell’intervallo di neutralità stimato e vedono pochi motivi per modificare l’orientamento in questa fase.

Konstantin Veit

Condividiamo l’opinione prevalente del Consiglio direttivo secondo cui i rischi per le prospettive di inflazione a medio termine rimangono sostanzialmente bilanciati.

Nel corso di quest’anno, prevediamo che l’inflazione si orienterà verso un tasso più sostenibile del 2%, sostenuta da un graduale rallentamento dell’inflazione dei servizi e dei salari verso livelli compatibili con la stabilità dei prezzi nel medio termine.

Sebbene l’inflazione dei servizi e dei salari rimanga elevata, la BCE dovrebbe ignorare gli scostamenti modesti rispetto all’obiettivo e in gran parte determinati dai prezzi dell’energia, al fine di preservare il convenzionale spazio di manovra della politica monetaria, in particolare poiché le aspettative di inflazione rimangono ben ancorate.

Di conseguenza, continuiamo a prevedere che i tassi di riferimento rimarranno invariati nel prossimo futuro, pur lasciando aperta la valutazione sulla direzione della prossima mossa una volta terminato questo periodo di inazione”.


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