Software, l’AI lo ha liquidiato? La nuova narrativa “L’AI sta per divorare il software?” ha portato a una significativa vendita di azioni del settore software. Richard Clode, Alison Porter e Graeme Clarke, portfolio manager di Janus Henderson
I timori che il software possa diventare vittima dell’intelligenza artificiale sono aumentati dopo l’annuncio fatto da Anthropic del lancio di una nuova suite di plug-in di automazione AI incentrati su un’ampia gamma di applicazioni pratiche, tra cui vendite, finanza, marketing e legal. Tuttavia, riteniamo che gli investitori debbano comprendere meglio i diversi elementi in gioco nella sottoperformance dei titoli software negli ultimi 12 mesi. Lo sviluppo di nuove importanti ondate tecnologiche come l’intelligenza artificiale avviene tipicamente in fasi: prima viene sviluppata l’infrastruttura fisica, poi le piattaforme e i dispositivi e, successivamente, le applicazioni software. Seguendo questo schema, abbiamo cercato di investire nelle fasi iniziali, ad esempio in titoli legati ai semiconduttori, alle infrastrutture e alle piattaforme.
Ma c’è molto di più in gioco riguardo alla preoccupazione del mercato per l’impatto dell’IA sul settore del software, che è guidata da diversi fattori.
In primo luogo, l’automazione guidata dall’IA potrebbe comportare una diminuzione degli utenti di software. Ciò ha implicazioni per i modelli basati su licenze per postazione, ovvero licenze software con un approccio di prezzo basato sul pagamento per utente (ogni licenza = un utente autorizzato). Ciò potrebbe esercitare pressione sui ricavi SaaS (Software-as-a-Service, un modo di fornire software su Internet tramite abbonamento, anziché installarlo e mantenerlo sui server o sui computer dell’azienda). Questa ipotesi ignora il fatto che anche gli agenti di IA che accedono al software avranno bisogno di “accessi”. Le aziende di software dovrebbero essere in grado di monetizzare tali licenze, quindi potrebbe esserci un’opportunità di espansione del numero di licenze quando si includono tali accessi.
In secondo luogo, vi è una certa preoccupazione riguardo al vibe-coding (ovvero quando l’IA scrive il codice sulla base di un prompt in linguaggio comune).
Le applicazioni software saranno sostituite da prodotti vibe-coded o AI-native? Il Claude Code di Anthropic è considerato il leader in questo campo. Tuttavia, è molto improbabile che qualsiasi soluzione software mission-critical come l’ERP (Enterprise Resource Planning), software mission-critical fondamentale per la finanza, le risorse umane, la produzione, la catena di approvvigionamento, gli acquisti, il software di produzione e altri, possa essere facilmente sostituita dall’IA, dato che ciò comporta enormi rischi per le aziende.
Infine, c’è il timore che l’IA possa sottrarre parte dei ricavi aggiuntivi alle aziende di software, ad esempio quelli derivanti dai servizi e dai moduli aggiuntivi, riducendo potenzialmente il potenziale di crescita a lungo termine del settore.
Questi timori sono stati amplificati da Claude CoWork di Anthropic, un’applicazione desktop generica che sembra in grado di svolgere le attività di cui si occupano la maggior parte delle aziende di software. Co-Work ha recentemente annunciato dei plug-in con funzionalità in diversi ambiti, tra cui la finanza (analisi finanziaria, creazione di modelli, monitoraggio di metriche chiave); CRM (ricerca di potenziali clienti, preparazione di accordi, monitoraggio dei processi di vendita); dati (query, visualizzazione, interpretazione di set di dati) e assistenza clienti (triage dei problemi, bozze di risposte, soluzioni superficiali). Tuttavia, a nostro avviso, attualmente CoWork non dispone dei dati, dell’accesso e del contesto di workflow necessari per svolgere tali compiti allo stesso livello di un individuo fornito dal provider di software esistente.
Cosa significa questo per gli investimenti nei titoli software?
I lanci di Anthropic hanno avuto un impatto considerevole su una serie di SaaS in settori in cui questi plug-in erano destinati, come gli operatori di dati legali, i fornitori di software finanziario e i titoli di software per dati. Nell’attuale stagione di rendicontazione degli utili, in generale i risultati del settore software hanno continuato a essere positivi, in particolare da quando è passata la volatilità legata agli annunci sui dazi del “Liberation Day” statunitense e alla chiusura del Dipartimento per l’efficienza governativa (DOGE) e del governo degli Stati Uniti. Quello che stiamo vedendo ora sui mercati sembra essere più un movimento dei prezzi guidato dal sentiment che dai fondamentali.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

