Eugen Uretzki, Investment Analyst, Flossbach von Storch

 

 

Dallo scoppio della pandemia di coronavirus nel febbraio 2020 il mondo ha iniziato a cercare un vaccino e i titoli biofarmaceutici hanno vissuto un vero e proprio rally. Da allora, però, mentre i progressi dell’intelligenza artificiale continuano a spingere verso l’alto le quotazioni dei grandi indici, la performance del settore sanitario è rimasta indietro. Eppure è proprio la medicina uno degli ambiti destinati con ogni probabilità a beneficiare in modo duraturo e significativo degli sviluppi dell’IA.

A pesare sull’umore degli investitori sono soprattutto le misure e i progetti dell’amministrazione Trump, che generano incertezza e fanno spesso perdere di vista i motori strutturali di crescita del settore.

Nei nostri portafogli non vorremmo rinunciare a un settore noto per la sua scarsa dipendenza dal ciclo economico e quindi per l’elevata prevedibilità degli utili. Tanto più che il mercato della salute presenta driver strutturali di crescita che lo rendono un ambito d’investimento interessante anche al di là di fasi eccezionali come una pandemia.

 

Demografia e innovazione come motori di crescita

I cambiamenti demografici globali stanno aumentando il fabbisogno di farmaci e di assistenza medica. Entro la fine degli anni ‘50 del secolo in corso, la popolazione mondiale dovrebbe crescere dagli attuali otto miliardi di persone circa a dieci miliardi circa. Parallelamente, soprattutto in molte delle cosiddette economie avanzate, aumenta l’età media della popolazione, con un conseguente incremento statistico delle malattie croniche. Allo stesso tempo, il crescente potere d’acquisto di una classe media in espansione in molti paesi emergenti consente l’accesso a cure mediche moderne, aprendo un potenziale di crescita dei ricavi superiore alla media.

Inoltre, per la maggior parte delle patologie le soluzioni terapeutiche disponibili non sono (ancora) ottimali. Il che rende indispensabile l’innovazione medica. Negli ultimi decenni il ritmo dei progressi è aumentato in modo significativo, e lo sviluppo di nuovi farmaci di successo si traduce spesso in opportunità commerciali immediate.

Un esempio rilevante è quello del cancro, che resta una delle principali cause di morte a livello globale. Sebbene la mortalità sia diminuita sensibilmente dagli anni ‘70, esistono tuttora forme tumorali difficili da diagnosticare e da trattare. Grazie ai moderni farmaci oncologici, le terapie diventano sempre più precise e personalizzate. I trattamenti chemioterapici o radioterapici possono oggi agire direttamente sulle cellule tumorali colpite, risparmiando il tessuto circostante e riducendo gli effetti collaterali. Altri farmaci antitumorali moderni mirano a specifiche alterazioni genetiche del tumore. La tecnologia mRNA, utilizzata per i vaccini anti-Covid, promette addirittura terapie calibrate sul singolo paziente.

Anche nella tecnologia medicale, la robotica chirurgica sta entrando nelle sale operatorie, consentendo interventi minimamente invasivi, riducendo il rischio di complicanze e alleggerendo il lavoro dei medici che controllano le apparecchiature. In parallelo, si registrano innovazioni di base nei sistemi di ricerca, sviluppo e produzione di nuove classi di farmaci. Questi strumenti di precisione accorciano i tempi di sviluppo e permettono una produzione più efficiente in termini di costi.

Si tratta quindi di opportunità storiche non solo per le case farmaceutiche, ma anche per segmenti meno visibili del mercato sanitario. I diversi ambiti presentano tuttavia specificità nei modelli di business, con opportunità e rischi differenti.

Le aziende farmaceutiche tradizionali beneficiano dei brevetti sui loro medicinali, che garantiscono margini elevati, seppur limitati alla durata del brevetto. Alla sua scadenza entrano in commercio i generici a costo inferiore, e le imprese devono sviluppare nuovi farmaci per creare nuove fonti di ricavi e profitti. La ricerca e lo sviluppo di nuovi principi attivi comportano per loro natura un livello di rischio elevato. Le grandi aziende farmaceutiche mitigano questo rischio grazie a una pipeline di ricerca ampia e diversificata. Inoltre, i progressi nell’applicazione dell’IA promettono di ridurre in futuro i tempi di sviluppo. Tuttavia, poiché l’approvvigionamento di farmaci è al centro dell’attenzione politica, il settore è esposto a un rischio regolamentare elevato. In particolare, negli Stati Uniti, interventi normativi e pressioni sui prezzi tengono oggi lontani molti investitori.

Rischio politico contenuto per la tecnologia medicale e i Life Science Tool

azioni superstar nel settore biotech healthcare

Passano spesso in secondo piano, invece, altri sottosegmenti della sanità, come la tecnologia medicale in senso lato, ovvero le apparecchiature e i materiali di consumo per gli ospedali. Ne fanno parte, ad esempio, i sistemi per le sale operatorie, gli strumenti chirurgici o i dispositivi impiantabili e per l’assistenza diretta al paziente, come pacemaker, protesi articolari o prodotti per l’incontinenza.

A questi si aggiungono i cosiddetti “Life Science Tool”, ossia i fornitori di strumenti e soluzioni per la ricerca e lo sviluppo in campo biofarmaceutico.

Oltre a un rischio regolamentare relativamente contenuto, la tecnologia medicale beneficia di cicli di innovazione più brevi rispetto alla biofarma, nonché di rischi di sviluppo inferiori, poiché molte novità sono di natura incrementale. L’uso diretto dei prodotti sui pazienti comporta però per i produttori maggiori rischi di responsabilità e di contenzioso.

Il comparto delle Life Science, invece, non serve direttamente pazienti o medici, ma rifornisce le aziende farmaceutiche e altri attori istituzionali della ricerca che sviluppano i prodotti finali. In questo modo beneficia dei grandi trend macroeconomici senza sopportare il rischio legato allo sviluppo dei singoli farmaci. In questo ambito, anche i rischi di responsabilità del prodotto sono più limitati. Tipico di queste aziende è il modello di business “rasoio e lamette”: l’installazione di uno specifico strumento di ricerca o produzione (il rasoio) genera acquisti ricorrenti di materiali di consumo dedicati (le lamette).

Una serie di fattori strutturali di crescita apre dunque prospettive interessanti nel mercato della salute. Ma, come in ogni settore, vale una regola fondamentale: solo un’analisi approfondita e una selezione mirata dei singoli titoli possono costituire la base di investimenti di successo.


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Redazione

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