Oriana Bastianelli, portfolio manager di Kairos Partners Sgr

L’escalation del conflitto in Medio Oriente ha riaperto una linea di frattura critica, ricordandoci il tema della dipendenza energetica dell’Europa, alimentando nuovi timori di un aumento dell’inflazione e di un rallentamento della crescita e perdita della competitività.
Esiste oggi in Europa una maggiore capacità di assorbire gli shock energetici (domanda di energia elettrica) rispetto al 2021/2022, guardando all’evoluzione della penetrazione delle fonti rinnovabili sulla produzione di energia elettrica che è passata dal 55% nel 2022 a circa il 67% nel 2024¹.
Il sistema elettrico europeo è in una fase di profonda trasformazione: la crescita delle rinnovabili e dei sistemi di accumulo riduce progressivamente il fabbisogno di combustibili fossili. L’aumento delle rinnovabili rende necessaria la gestione delle intermittenze (sole e vento sono fonti non programmabili) e la generazione da impianti convenzionali resta essenziale.
Direzionalmente vediamo pertanto un aumento della duration del capex supercycle che ormai caratterizza l’industria delle utilities concentrato in reti, rinnovabili ed accumuli. Il dibattito recente che abbiamo visto sugli ETS evolverà probabilmente verso una curva di allocazioni gratuita di permessi “higher for longer”, cercando di salvaguardare un meccanismo che comunque favorisce il percorso verso la decarbonizzazione continuando ad incentivare gli investimenti in fonti green o comunque di maggiore autosufficienza all’interno di ogni singolo Paese.
Dal punto di vista delle infrastrutture per il trasporto, riteniamo che una moderata crescita macro possa continuare a supportare il traffico europeo sia aeroportuale che stradale.
È in atto un ridisegno delle rotte per escludere gli scali in aree mediorientali che potrà favorire gli aeroporti europei, pur in presenza della possibile riduzione di un flusso di passeggeri (quello mediorientale appunto) particolarmente benefico per l’attività commerciale degli aeroporti.
Riteniamo che il rischio maggiore derivi da un protrarsi del conflitto, che comporterebbe il persistere di prezzi elevati del carburante e un indebolimento della crescita economica e della fiducia dei consumatori. Per tutti gli aeroporti, le strutture di regolamentazione economica offrono in genere una protezione contro il calo del traffico.
Redazione
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