Due dei mega trend che cambieranno nei prossimi anni l’industria del risparmio gestito sono anche tra quelli a essersi rafforzati maggiormente con lo scatenarsi della pandemia globale del nuovo coronavirus. Millennials ed ESG, due filoni interconnessi tra loro, sono saliti ulteriormente alla ribalta durante le turbolenze senza precedenti in corso.
L’escalation improvvisa e violenta della crisi, che si stima possa portare la disoccupazione Usa al 24%, ha aperto la porta a una nuova fase di volatilità di mercato e paralisi economica. Gli investitori e i risparmiatori devono fare i conti con oscillazioni giornaliere incredibili.
Ma le condizioni attuali hanno anche messo sotto i riflettori una promettente opportunità di investimento. Il boom degli investimenti sostenibili ESG è musica per le orecchie della generazione Z e dei millennials. Le società quotate con un focus nei principi ESG (ambiente, sociale e governance aziendale) hanno fatto meglio dei rivali nel primo trimestre del 2020, all’apice del crac di mercato.
Società ESG e digitali hanno più possibilità di farcela
Secondo i money manager di Kairos, Morningstar e Rahtbone le imprese che hanno un approccio positivo e sostenibile hanno maggiori chance di sopravvivere e prosperare rispetto a quelle che hanno una visione più a corto raggio. Così si spiegano anche i loro risultati migliori in Borsa degli ultimi mesi.
Riccardo Valeri, PM di KIS ActivESG e Riccardo Baldissera, PM di KIS Millennials, hanno sottolineato come i due trend ESG e Millennials escono rafforzati dalla crisi. Secondo Baldissera, il ritorno della normalità ai livelli pre crisi è atteso per il 2021. Ma non tutto sarà come prima.
“Il nostro modo di comportarsi e di consumare non sarà più quello di prima”. Tutti quanti stiamo provando lo stile di vita “digital” dei millennial in questi giorni di lockdown forzato . Sono “tutte abitudini che erano già consolidate per i millennial” ma ora le stanno testando anche le altre generazioni. Secondo il manager di Kairos molti non torneranno più allo stile di vita precedente.
Crisi sanitaria: imprese rivedono priorità
Un altro aspetto messo in risalto dall’attuale situazione di crisi sanitaria è quello sociale. Valeri osserva come sia persone sia aziende abbiano “rivisto le priorità: hanno capito quanto è importante la forza lavoro” e gli stakeholder.
“I manager hanno tagliato compensi e dividendi per garantire i flussi di cassa a lungo periodo. Alcuni dirigenti hanno deciso di aumentare le polizze assicurative e le coperture per i dipendenti”. Insomma, “è emersa una nuova socialità” e solidarietà in questa nuova fase.
Ci sono anche, sottolinea sempre il PM di KIS ActivESG, delle imprese che hanno persino modificato la propria produzione per dare attrezzature come letti, mascherine o ventilatori negli ospedali.
David Harrison, manager del fondo Rathbone Global Sustainability, sottolinea che sebbene la crisi e il coma indotto dal lockdown mondiale conseguente faranno male a utili e ricavi aziendali, le società inserite nei portafogli ‘green’ gli stanno facendo fare sonni tranquilli.
“Proprio per via dei criteri e del processo di verifica ESG, le società scelte nei nostri portafogli non destano preoccupazioni”, dice in un editoriale apparso su Investment Week.
Gli investimenti sostenibili ESG vanno al di là della consapevolezza ambientale. La crisi scoppiata con il diffondersi del coronavirus ha messo in risalto l’importanza della S e della G (i criteri di responsabilità sociale e di governance).
ETF europei ESG valgono mille miliardi di dollari
La rivoluzione degli investimenti sostenibili tocca indistintamente gestione attiva e passiva, se è vero che i fondi ETF europei sono passati da zero a un migliaio di miliardi di dollari di valore in 20 anni di tempo.
A dire il vero i fondi sostenibili hanno subito perdite pesanti durante l’ultimo mese di cali intensi. Tuttavia le perdite sono state inferiori a quelle dei fondi tradizionali. Il manager di Morningstar Jon Hale ritiene che l’andamento sia legato ai criteri delle società presenti nei portafogli ESG. Sono gruppi che più degli altri mettono il consumatore e i dipendenti al centro del loro business.
“È molto semplice”, ha dichiarato al canale “Make It” dell’emittente CNBC l’head of sustainability research. “Le imprese che sono veramente focalizzate sul benessere dei loro lavoratori e dei propri clienti sono in grado di prendere le decisioni corrette più in fretta durante una grande crisi come questa”.
Daniele Chicca
Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno presso la UCL di Londra, è giornalista professionista dal 2007. Partendo da Reuters si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Grazie a competenze SEO e social, ha contribuito a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia (in qualità di responsabile editoriale). È stato inviato da New York per Radio Rai e per varie agenzie stampa, tra cui AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento si occupa della strategia di comunicazione di alcune startup svizzere specializzate in crypto, FinTech, materie prime e mondo del lavoro.

