L’inchiesta mensile realizzata da Bank Of America su un panel di gestori localizzati in ogni angolo del pianeta, rappresenta un buon termometro per misurare la temperatura al mercato. Il report mensile può fare affidamento su un asset under management complessivo che arriva a toccare i 600 mld di euro. Questa dimensione rende significative le indicazioni d’investimento fornite dai money manager coinvolti.

Le quotazioni azionarie tornano su livelli che impongono prudenza

Attualmente, in una fase in cui i gestori restano alla finestra per cercare di capire quando potremo tornare a parlare di un reale ritorno alla normalità dopo la prima forte ondata dell’epidemia, appare importante sottolineare che il 78% dei money manager facenti parte del campione preso in considerazione, sostiene che il mercato azionario sia sopravvalutato. Il recupero delle perdite accusate dall’equity a inizio marzo è stato talmente veloce da aver convinto i gestori che le azioni sono tornate sui livelli di sopravvalutazione registrati nella fase immediatamente antecedente al Covid 19. La percentuale è una delle più elevate dal 1998 ad oggi.

L’ipotesi formulata giustifica e supporta il fatto che il 58% del panel ritenga che ci troviamo all’interno di un mercato dai connotati decisamente ribassisti (rispetto al 37% che invece ritiene possibili un ulteriore accelerazione delle quotazioni azionarie). Nel gruppo degli ottimisti, il 6% ha espresso un giudizio overweight della componente azionaria all’interno del proprio portafoglio.

Small cap e titoli value, i preferiti dai money manager

Il peso complessivo dell’equity all’interno dei portafogli è inferiore dello 0,9% rispetto alla media storica. I gestori stimano che il rendimento medio annuo potenzialmente offerto dall’equity per il prossimo decennio sarà vicino al 3,4%.

L’equity statunitense continua a rappresentare l’opzione preferita (anche se dall’ultima inchiesta si evince che solo il 22% dei gestori tende a sovra-pesarla). Tuttavia, nell’ambito della rotazione interna ai portafogli d’investimento, è stato l’azionario area euro a beneficiare del più elevato numero di valutazioni overweight. I money manager sono stati molto attratti dalle opportunità offerte dai titoli delle small cap europee e dalle azioni di aziende considerate ‘value’.

La leggera riduzione del peso dato all’equity nordamericano deriva dal minor interesse per alcuni settori guida degli ultimi anni: tecnologico, farmaceutico, telecomunicazioni (anche se questi settori continuano ad ospitare titoli di aziende sovra-ponderate all’interno dei portafogli.

Le elezioni Usa pesano sulle aspettative dell’equity

Dalle risposte dei gestori si evince anche che la graduale riduzione dell’esposizione a Wall Street si deve ai rischi derivanti dall’approssimarsi delle prossime elezioni presidenziali di novembre e a quelli legati ai timori per il potenziale manifestarsi di una seconda ondata di Covid 19 nella seconda parte dell’anno.

Per quanto riguarda la componente obbligazionaria dei portafogli, a giugno si è registrato un calo che non ha inficiato il sovra-peso di quest’asset class rispetto alla sua media storica. Anche il sovra-peso della liquidità è stato confermato dai dati raccolti a giugno.

I risultati dell’inchiesta evidenziano come si sia ridimensionato il timore per l’arrivo di una profonda recessione per l’economia mondiale. Tre mesi fa, il 93% del panel era convinto dell’arrivo di una severa recessione globale nel 2021. Attualmente, tale percentuale si ferma al 46%.

 


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.