Intervista a Michele Morganti, Senior Equity Strategist di Generali Investments

Il Giappone è sempre stato un Paese orientato alla ripresa economica globale. Sarà così anche nel 2021? Riuscirà a fare meglio degli altri Paesi industrializzati grazie alla migliore gestione della pandemia?

Nella prima metà di gennaio il Giappone ha dichiarato lo stato di emergenza per Tokyo e diverse prefetture per l’aumento dei casi di Covid-19. Il rischio che le misure possano essere ampliate è elevato. Di conseguenza, riteniamo che la crescita del PIL nel primo trimestre si ridurrà. E abbiamo rivisto le nostre previsioni 2021 all’1,3%.

Tuttavia, i casi di Covid-19 sono stati inferiori rispetto ad altri Paesi, anche se la popolazione giapponese è, in media, tra le più anziane. Ciò è spiegabile per diversi motivi: una minore prevalenza di fattori di rischio (obesità), una società più disciplinata, una precedente esposizione a un virus simile e l’esperienza nel gestire le catene di infezione.

Detto questo, siamo cauti circa l’affermazione di una gestione superiore della pandemia. La vaccinazione inizierà solo a febbraio.

La ripresa inizierà probabilmente nel secondo trimestre: un fattore importante sarà l’aumento dei consumi privati e, con il miglioramento dell’attività globale, anche le esportazioni dovrebbero contribuire. Inoltre, i pacchetti fiscali governativi aiuteranno e attualmente non ci attendiamo cambiamenti nella politica monetaria. Le elezioni per la Dieta nazionale del Giappone potrebbero aver luogo in ottobre, ma sembra per ora improbabile una svolta politica. Le Olimpiadi potrebbero essere ulteriormente ritardate o ridotte.

I principali indici della Borsa di Tokyo hanno fatto segnare forti rialzi dopo il calo di marzo 2020. Credete che l’equity nipponico sarà in grado di offrire performance soddisfacenti nel 2021?

Michele Morganti, Generali Investments

L’indice Topix ha registrato una ripresa del 47% dal 23 marzo, sottoperformando l’indice MSCI World (+73%) nonostante i migliori indicatori di mobilità e di chiusura dell’economia, soprattutto a causa di uno Yen in apprezzamento (+6%), utili deboli (-15%) e il sovrappeso verso titoli finanziari e Value che hanno sofferto per l’incertezza della ripresa e i bassi rendimenti. A partire da luglio, invece, l’indice Topix si è allineato allo S&P 500.

La politica di Biden sarà più “reflazionista” inducendo rendimenti statunitensi più elevati e una curva dei rendimenti più ripida.

Prevediamo una forte crescita degli utili (+30% per il Giappone nel 2021). E vediamo ancora una rotazione verso titoli ciclici e value (Giappone, Europa ed emergenti) rispetto allo stile Growth (asset a durata più breve sovraperformeranno gli asset con durate più lunghe). Ci aspettiamo inoltre che la Cina prolunghi il suo slancio macroeconomico a beneficio di tutti i mercati asiatici.

L’azionario dovrebbero crescere nei prossimi 12 mesi (+7% di rendimento totale per il Topix) grazie al sostegno di politiche economiche, alla diffusione dei vaccini e alla ripresa del PIL.

Le valutazioni giapponesi rimangono interessanti in una prospettiva globale, con un premio storico del 14% rispetto al 38% dell’MSCI. L’aumento degli asset della Bank of Japan è di supporto per il PE del mercato e il posizionamento degli investitori è ancora limitato.

Infine, anche il CAPE (PE aggiustato per il ciclo) è a sconto rispetto ai mercati globali.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.