Intervista a Lei Qiu, portfolio manager AB International Technology portfolio di AllianceBernstein

A dispetto delle tensioni politiche interne al Paese e degli effetti nefasti imputabili alla diffusione del Covid-19, il sentiment rialzista sui titoli tecnologici Usa continua a essere spumeggiante. Cosa vi aspettate per il 2021?

Il 2020 è stato straordinario per la tecnologia, diventata, per molti versi, una nuova utility. Guardando al 2021, crediamo che l’entusiasmo iniziale nei confronti di una ripida ripresa e di un ritorno alla normalità sia già incluso nelle prospettive di molte azioni. Gli investitori lungimiranti dovrebbero porsi tuttavia la domanda di quale sia la “nuova normalità”.

Continuiamo a ritenere che l’attenzione dovrebbe essere volta al distinguere la qualità della crescita.

Ci sono aziende sproporzionatamente esposte alla ripresa ciclica di breve termine, trainata dal facile confronto anno-su-anno ma con un tasso di espansione insostenibile nel lungo periodo. Oppure, possiamo trovare un tipo di crescita difensiva e duratura dettata da cambiamenti permanenti.

Tra le imprese altamente innovative che hanno imboccato un irreversibile percorso di crescita vi sono non solo alcuni dei vincitori del 2020 in aree come il fintech.

Ma anche i leader emergenti attivi nel computing, nell’espansione dell’ecosistema dei data center, nella nuova generazione delle reti di comunicazione, nelle valute digitali, nell’intelligenza artificiale, nella biologia sintetica. O che utilizzano e investono in forme di energia pulita.

A prescindere dal contesto macroeconomico e da quale sarà la nuova normalità, comunque, l’innovazione tecnologica è ormai una necessità. E crediamo che i leader secolari in grado di crescere in maniera sostenibile e con qualità continueranno a esigere un premio dal mercato.

La capitalizzazione dei titoli tecnologici Usa ha superato quella dell’intero mercato azionario europeo. La capitalizzazione della sola Apple vale quanto il Pil italiano. E’ tutto oro quel che luccica?

Siamo convinti che la crescita dei nuovi leader della tecnologia sia il risultato di un aumento permanente della curva della domanda. Una nuova classe di innovazione sta emergendo dalla pandemia. Essa copre virtualmente ogni settore dell’economia. Dal retail alle costruzioni, dalla sanità al manifatturiero.

Queste aziende hanno costituito una nuova categoria che integra le caratteristiche difensive delle utility. E una traiettoria di espansione superiore. In più, abbiamo bisogno di guardare alle valutazioni insieme ai fondamentali.

Oggi le principali tech occupano una porzione degli utili complessivi molto più ampia rispetto ai primi anni 2000.

Il rapido aumento del valore di mercato di queste società riflette la ricostruzione di un’infrastruttura economica in cui esse hanno una rilevanza che non può essere sopravvalutata.

Ciò non vuol dire che è tutto oro quello che luccica. Siamo consapevoli dei rischi delle attuali condizioni di mercato, in cui liquidità a basso prezzo può confluire su modelli di business non redditizi e non sostenibili. E nel quale l’innovazione sta abbattendo rapidamente le barriere d’entrata.

I gestori attivi devono concentrare i propri sforzi nell’identificare aziende che possano comporre un portafoglio con solidi venti secolari a favore per crescere su ampi e impenetrabili mercati.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.