Daniele Vadori, Responsabile Investimenti Azionari di Finint Investments SGR
A dispetto delle tensioni politiche interne al Paese e degli effetti nefasti imputabili alla diffusione del Covid-19, il sentiment rialzista sui titoli tecnologici Usa continua a essere spumeggiante. Cosa vi aspettate per il 2021?

Il 2021 è iniziato in continuità rispetto all’anno precedente e il contributo derivante dalle campagne di vaccinazione sarà evidente solo a partire dal terzo trimestre dell’anno. Di conseguenza è ragionevole ritenere che le componenti della domanda che hanno sostenuto il settore durante lo scorso anno garantiscono valutazioni solide ancora per molto tempo.
Inoltre, la fiducia degli investitori americani nel settore, la continuità nelle politiche delle banche centrali e, indirettamente, il futuro afflusso di capitali per la digitalizzazione, previsto dall’Unione Europea a partire da quest’anno, contribuiscono a garantirne ulteriormente la centralità.
I temi più interessanti da seguire saranno, all’interno del settore, la competizione relativa al mercato dei microchip. L’evoluzione della concorrenza intorno alla tecnologia 5G, lo sviluppo della guida autonoma. E l’innovazione nelle tecnologie legate alle energie rinnovabili.
La vera sfida però, più che dal mercato, potrebbe arrivare sul fronte normativo, sia per quanto riguarda i temi relativi all’antitrust sia alle modifiche alla struttura dei social network.
Senza dimenticare i temi concernenti privacy e tutela dei dati, molto cari all’Europa: tutti elementi che potrebbero apportare modifiche significative all’assetto dei big del settore (Faang). A vantaggio di un maggior dinamismo e una rinnovata apertura alla concorrenza.
La capitalizzazione dei titoli tecnologici Usa ha superato quella dell’intero mercato azionario europeo. La capitalizzazione della sola Apple vale quanto il Pil italiano. E’ tutto oro quel che luccica?
Il comparto tecnologico è un aggregatore molto ampio e disomogeneo, che annovera al suo interno tutto ciò che comprende l’utilizzo della tecnologia nel proprio modello di business.
Gli attuali leader del settore hanno dimostrato nel corso degli ultimi vent’anni la validità di un modello che, garantito dalle barriere tecnologiche all’ingresso soprattutto grazie ai brevetti, attualmente trae la sua forza da specifiche revenue streams: la vendita di devices, lo sviluppo di software, l’affitto dei server Cloud, le inserzioni pubblicitarie, il trattamento dei dati e non ultimo, la logistica.
Tutti hanno, del tutto o in parte, guidato l’evoluzione del proprio business lungo queste direttrici. Mostrando una dinamicità e una capacità di contaminazione che li ha resi ciò che rappresentano oggi per il mercato.
L’infrastruttura creatasi intorno a essi e la dimostrata proattività nella generazione di nuovi mercati gli garantiscono un vantaggio difficilmente comparabile in termini di business, soprattutto in virtù della solidità patrimoniale di cui dispongono oggi.
Non tutte le aziende tecnologiche si trovano però nella stessa fase del ciclo o godono di una capacità di diversificazione così ampia. Né vi è sempre unanimità di pensiero intorno all’applicabilità di un modello basato quasi esclusivamente sui multipli di settore, che necessita di ingenti capitali all’avvio.
E che garantisce sostenibilità solo dopo anni di attività, con una barriera tecnologica sempre più difficile da ottenere stante la competizione attuale nei vari ambiti.
Questo richiede sicuramente una maggiore capacità di analisi in fase di investimento: all’aumentare della concorrenza, infatti, non è più possibile guardare al settore acriticamente, soprattutto per quanto riguarda le valutazioni e le aspettative di performance dei potenziali entranti.
La velocità con cui ha dimostrato di evolversi naturalmente richiede infatti un’attenta analisi dei fondamentali di crescita dei vari ambiti. E una maggiore capacità di selezione tra i peers.
Ciò che rimane indubbio per il prossimo futuro è sicuramente la centralità dell’influenza che questo settore continuerà ad avere sull’evoluzione dell’economia e della società.
E la conseguente attenzione che dobbiamo porre nel seguirlo e comprenderlo sempre di più, non solo in qualità di investitori.
Redazione
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