Intervista ad Adrien Pichoud, Capo economista di Banque Syz che gestisce in delega un fondo eurobond e tre multi-asset della gamma OYSTER di iM Global Partner


Sul versante dei titoli di Stato italiani, molti esperti ritengono che ci sia spazio per un’ulteriore compressione dello spread? Siete d’accordo con questa view?
Poiché i rendimenti globali a lungo termine stanno aumentando in un contesto di miglioramento delle prospettive di crescita e inflazione, riteniamo che il potenziale di compressione dello spread sia piuttosto limitato per i titoli di Stato italiani, rispetto alla loro controparte tedesca.
Infatti, un fattore chiave della compressione dello spread nel 2020 si è visto nel livello molto basso e negativo della maggior parte dei titoli di Stato dell’Eurozona.
Questo ha spinto gli investitori verso i pochi emittenti governativi dell’Eurozona che offrono ancora rendimenti positivi. Con l’inversione del movimento dei tassi nel 2021, l’attrattiva relativa dei titoli di Stato italiani non migliorerà ancora. E lo spread ha, a nostro avviso, poco potenziale di compressione aggiuntivo.
Tuttavia, il secondo fattore chiave della compressione dello spread dell’anno scorso, gli interventi della BCE, garantirà che gli spread non si allarghino significativamente nel 2021.
Ci aspettiamo quindi che lo spread Italia/Germania rimanga stabile intorno al livello attuale quest’anno.
Prevediamo inoltre che tutti i tassi dell’Eurozona salgano nei prossimi mesi, perché la crescita accelererà, alimentata dalla riapertura delle economie, dalla domanda repressa supportata dai risparmi accumulati durante la pandemia e dal sostegno governativo e fiscale ancora forte.
Su quali scadenze e tipologie di titoli di Stato italiani ritenete opportuno focalizzare l’attenzione?
L’aumento dell’inflazione alimenterà anche la tendenza al rialzo dei tassi durante la primavera. Pertanto, ci concentriamo per il momento sui titoli di Stato italiani a media scadenza (5 anni): offrono rendimenti (poco) positivi e non dovrebbero essere significativamente colpiti dal repricing dei rendimenti a lungo termine, dato che la BCE continuerà ad ancorare la parte breve della curva dei rendimenti in territorio negativo.
Le obbligazioni legate all’inflazione possono offrire una soluzione interessante in questo contesto, anche se non crediamo che l’inflazione accelererà in modo sostenibile in Italia e in Europa.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

