Intervista a Simon Lue-Fong, Head of Fixed Income di Vontobel

Quali asset class ritenete sia opportuno detenere in portafoglio per proteggersi al meglio dal potenziale arrivo di una fase caratterizzata da rialzi dell’inflazione?

Tradizionalmente, gli asset più semplici da detenere in portafoglio per proteggersi potrebbero essere le materie prime e i TIPS. Tuttavia, nulla è privo di rischi e i segnali di solidità dell’USD faranno riflettere se questa sia la strategia giusta. Le materie prime non sono solo ben correlate all’inflazione, ma anche alla debolezza dell’USD.
I TIPS proteggeranno dall’inflazione, ma solo da un’inflazione superiore a quella prevista o prezzata sul mercato. Altrimenti, si potrebbe guardare anche al mercato convenzionale, che sconta l’inflazione futura. E’ ciò che sta accadendo ora, dove il mercato si aspetta che la reflazione porti l’inflazione al di sopra dell’inflazione media del 2% prevista dalla Fed. Pertanto, credo che con un tempismo ragionevole, è possibile proteggersi dall’inflazione utilizzando obbligazioni convenzionali se si acquista la duration quando l’inflazione attesa è prezzata.
Nel reddito fisso, possiamo anche guardare ai mercati emergenti in generale come protezione dall’inflazione. Se si ritiene che l’inflazione sia derivata dalla reflazione, i mercati emergenti di solito traggono beneficio.
Credete che l’eventuale rialzo dell’inflazione sia solo temporaneo o rappresenterà la nuova normalità in una fase post-pandemia permeata da tassi crescita dei Pil in accelerazione e necessità di gestire debiti pubblici molto elevati?
L’aumento dell’inflazione che vedremo sarà potenziato dal finanziamento della spesa pubblica che colpisce l’economia, insieme a una domanda repressa che colpirà doppiamente. In teoria, la spesa pubblica nell’ultimo anno è stata un evento unico e, a causa della potenziale gestione del bilancio, non può essere prodotta di anno in anno. Pertanto, a un certo punto il vapore di questo motore svanirà. Se normalizzeremo la crescita ai livelli pre-pandemici, questo equivarrà a un livello simile di inflazione pre-pandemica.
Inoltre, a un certo punto, l’aumento delle tasse e un tasso di disoccupazione ancora elevato peseranno sia sull’economia sia sull’inflazione. È difficile vedere la pandemia di Covid come l’inizio di una nuova era economica. Tuttavia, nei miei libri di storia viene indicato come il ventesimo secolo abbia visto più inflazione di qualsiasi altro secolo. I fattori chiave, che hanno guidato l’inflazione, sono stati:
1. Sconvolgimento economico o politico
2. Interferenza del governo verso istituzioni indipendenti, ad esempio le banche centrali
3. Stampa di denaro
Quindi capisco perché le persone possano preoccuparsi dell’inflazione dato che abbiamo certamente tutti gli ingredienti. Ma secondo le previsioni della Fed in questa fase non ci sono particolari problemi su questo fronte. E la storia recente ci ha insegnato dalla crisi finanziaria globale, a non contrastare la Fed. Quindi la linea di fondo per ora è che l’aumento dell’inflazione a cui assisteremo sarà molto probabilmente temporaneo.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

