Intervista a Felix Freund, Head of European Credit & Aggregate, abrdn

Dopo l’ampliamento dello spread Btp/Bund registrato nelle ultime settimane, come valutate il rapporto rischio/rendimento dei titoli di stato italiani?

I rendimenti dei BTP italiani sono aumentati quest’anno, in quanto il persistere di un’inflazione elevata ha costretto la BCE a cambiare rotta, avviando un ciclo di rialzi e eliminando gradualmente gli ulteriori acquisti di obbligazioni nell’ambito del programma di Quantitative Easing (QE) alla fine di giugno. I rendimenti sottostanti dei Bund tedeschi sono aumentati, così come lo spread di credito dei BTP. Il rendimento dei Bund decennali è passato da -18 punti base a +163 punti base.
Lo spread a 10 anni è passato da 130 punti base all’inizio dell’anno a 240 punti base a metà giugno e si è ridotto a 190 punti base dopo che la BCE ha annunciato di voler lavorare su un nuovo strumento per affrontare il rischio di frammentazione dell’Eurozona. Riteniamo che questo chiaro segnale da parte della BCE di agire con decisione abbia limitato gli spread probabilmente nell’area dei 250 punti base rispetto ai Bund.
Tuttavia, non ci aspettiamo che gli spread si riducano ai livelli sostenuti dal QE all’inizio dell’anno, data la graduale eliminazione del medesimo, il rallentamento dell’economia e il continuo rischio politico in Italia.
Prevediamo un trading range tra i 150 e i 250 punti base tra Bund e BTP decennali. Il catalizzatore per un ulteriore restringimento degli spread sarà costituito dai dettagli dello strumento anti-frammentazione della BCE e se il mercato lo riterrà abbastanza forte da contenere l’allargamento degli spread. Una serie di fattori sarà fondamentale per determinare la sua credibilità. In particolare, il fatto che lo strumento sia teoricamente illimitato o meno e le condizioni del suo impiego ne determineranno la credibilità e l’efficacia.
Quali tipologie di titoli di stato italiani ritenete meritevoli di essere inserite in portafoglio in questa fase?
Abbiamo ridotto il sottopeso sui BTP in tutti i nostri portafogli, ma rimaniamo complessivamente posizionati in modo difensivo, poiché i rendimenti dei Bund tedeschi e gli spread dei BTP possono aumentare ulteriormente nel breve termine. Da un punto di vista tattico, quindi, aspetteremo di avere maggiore visibilità sul progetto dello strumento anti-frammentazione, di assistere ai primi rialzi dei tassi da parte della BCE e di sperimentare i primi mesi senza ulteriori acquisti di obbligazioni da parte della BCE. Nei nostri portafogli deteniamo i BTP più liquidi e utilizziamo i future per correggere il nostro posizionamento.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

