I fondi comuni d’investimento absolute return hanno accelerato la loro diffusione e presenza all’interno dei portafogli degli investitori dopo la crisi finanziaria del 2008. Questi veicoli promettevano di ottenere rendimenti positivi nell’arco di un orizzonte temporale della durata minima di dodici mesi, indipendentemente dallo scenario di mercato. Gli investitori, scottati dalle pesanti perdite accumulare in quel periodo, sottoscrissero in massa quote di fondi absolute return. Nonostante i buoni propositi dei gestori e la fiducia riposta dagli investitori, questi veicoli non hanno dimostrato, nel lungo termine, di essere in grado di scansare performance negative nelle fasi di incremento della volatilità.

Performance insoddisfacenti nel breve  e lungo termine

La crisi legata alla diffusione del Covid-19 ha nuovamente messo sotto pressione questa categoria di fondi con risultati piuttosto deludenti. Nei primi quattro mesi del 2020, i fondi absolute retun commercializzati nell’area UE hanno perso in media poco più del 5%.

E’ importante ricordare che la crisi ha provocato un calo delle quotazioni di tutte le asset class (azioni, obbligazioni governative e corporate, materia prime etc), tuttavia, non va dimenticato che questi strumenti dichiaravano che il loro punto di forza consisteva proprio nella capacità di realizzare performance decorrelate rispetto a quelle offerte dal mercato grazie all’utilizzo di coperture, posizioni ribassiste e massima libertà nelle scelte d’investimento. In altre parole, si presentavano come strumenti in grado di centrare rendimenti positivi nel medio termine grazie a una gestione flessibile.

Le promesse non sono state mantenute

In un arco temporale di tre anni la performance medio annua ottenuta dalla categoria è leggermente inferiore al 2%. Se allunghiamo l’orizzonte temporale a cinque anni, i rendimenti medio annui sono di poco superiori allo zero.

I fondi absolute return affondano le radici nell’universo della gestione alternativa (nota al grande pubblico grazie agli hedge funds). I gestori alla guida di questi veicoli possono contare sulla massima libertà gestionale: utilizzare ogni tipo di strumenti finanziari, indebitarsi senza limiti particolari e cercare opportunità negli asset in ogni luogo del pianeta.

Strategie incapaci di centrare l’obiettivo

Questa categoria di fondi utilizza diverse strategie. Una di queste consiste nel ricorso a un’approfondita analisi macroeconomica globale. L’obiettivo è cercare di anticipare le correzioni dei mercati obbligazionari e azionari. I veicoli che utilizzano questa strategia hanno accusato perdite prossime al 12% nel periodo più acuto della crisi dovuta alla diffusione del Cobd (dal 19 febbraio al 30 aprile).

Un’altra strategia consiste nel combinare scommesse rialziste e ribassiste (long short). Se la Borsa retrocede, le scommesse ribassiste compenseranno quelle rialziste e viceversa. I risultati sono stati negativi anche per i veicoli che adottano questa strategia. Gli investitori hanno punito la categoria con pesanti deflussi negli ultimi mesi.


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.