Intervista a Giovanni Buffa, Senior Fund Manager di AcomeA SGR

La Borsa di Tokyo ha mostrato una buona tenuta a dispetto degli eventi che hanno fatto impennare la volatilità sui mercati azionari. Quali sono, a vostro parere, i fattori che hanno consentito all’equity nipponico di centrare questo risultato?
Giovanni Buffa

Relativamente parlando, sia il mercato giapponese che quello americano hanno retto, al momento, all’ondata ribassista derivante dalla guerra in Ucraina.

Le perdite di Borsa sono state, infatti, attenuate dalla poca rilevanza che il mercato russo riveste per l’economia giapponese, circa l’1% delle importazioni e l’1,8% delle esportazioni, che a seguito delle sanzioni occidentali saranno entrambe probabilmente impattate in modo severo.

Il carattere difensivo del mercato è stato anche accentuato dal fatto che il Paese sta uscendo solo in queste ultime settimane dalla pandemia. Il che implica che la ripresa susseguente alla riapertura dell’economia sarà probabilmente più accentuata rispetto a quella di altri mercati sviluppati.

A questo va aggiunto che, a differenza di altri Paesi, le politiche accomodanti della banca centrale continueranno forse sino al 2023, in netto contrasto con quanto sta avvenendo negli Usa per esempio.

Detto questo, va però sottolineato come lo shock esogeno indotto dalle sanzioni a Mosca in termini di incremento del prezzo delle materie prime e del petrolio, qualora perdurasse, finirebbe per colpire anche l’economia nipponica. Non solo direttamente (il Paese è infatti importatore netto di petrolio, Lng e altre materie prime), ma anche indirettamente tramite la riduzione della domanda di quei Paesi da cui il mercato giapponese dipende maggiormente in termini di fatturato.

Spostando l’attenzione al medio-lungo termine, quali prospettive delineate per il mercato azionario giapponese?

Nonostante la demografia e la bassa crescita potenziale del Paese non giochino a suo favore, nel medio periodo rimaniamo positivi sul mercato giapponese. Il Paese è, infatti, parte integrante della supply chain globale slegandosi in tal modo per certi versi dalla stagnante domanda interna.

In certi settori come robotica, it, macchinari, etc, il Giappone è poi leader mondiale con una spesa a livello nazionale in R&D che sfiora il 3.5% del Pil collocandosi tra i primi Paesi al mondo.

A questo va aggiunto che negli ultimi anni un sensibile miglioramento della corporate governance, unito a una maggiore attenzione verso la remunerazione degli azionisti, ha spinto il Roe del mercato più in linea a quello dei mercati sviluppati con ancora ampi margini di miglioramento.

Non da ultimo le valutazioni del mercato nipponico sono tra le più convenienti tra i mercati occidentali ed asiatici e non riflettono a nostro avviso il potenziale del Paese nel medio periodo.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.