Spesa pubblica, spesa industriale e ‘acqua digitale’ sono i tre fattori che spingeranno gli investimenti nel settore. Shichen Zhao, Thematic Research Analyst di L&G

L’importanza delle politiche pubbliche
Secondo il World Economic Forum, per soddisfare le esigenze future saranno necessari 13,5 trilioni di dollari di investimenti per ampliare, modernizzare, decarbonizzare e innovare le infrastrutture idriche entro il 2040, con un deficit di finanziamento pari a 7,7 trilioni di dollari.
Ciò sta determinando un aumento degli investimenti in conto capitale (Capex) nei sistemi di servizi idrici pubblici a livello globale, creando potenziali opportunità per gli investitori:
L’Europa sta attuando il più grande aggiornamento della normativa in materia idrica degli ultimi 30 anni, ampliando la direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane e inasprendo le norme sui microinquinanti.
Il Regno Unito si sta ponendo il problema di una delle reti idriche più vecchie al mondo, con tubature che hanno in media 70 anni. Il nuovo quadro normativo del governo in materia prevede un investimento di 104 miliardi di sterline per affrontare le perdite, l’inquinamento e la resilienza climatica.
Negli Stati Uniti, l’inasprimento della normativa sui PFAS (noti come “sostanze chimiche eterne”) sta diventando un importante catalizzatore per la spesa nel settore idrico.
Le aziende idriche beneficeranno di utili prevedibili e regolamentati, di una visibilità a lungo termine sugli investimenti e di caratteristiche difensive con impegni pluriennali.
Accelerazione della spesa nel settore industriale
L’acqua sta diventando sempre più una risorsa operativa fondamentale per le industrie che devono far fronte alle pressioni legate alla sostenibilità e all’aumento della domanda produttiva. Settori come i data center, l’industria manifatturiera, l’energia, l’agricoltura e l’industria chimica stanno accelerando gli investimenti nell’efficienza idrica, nel riciclaggio delle acque reflue, nella rimozione avanzata dei contaminanti e nella conformità normativa.
Anche in questo caso, ciò potrebbe creare opportunità per gli investitori esposti ad aziende in grado di fornire tali soluzioni. Allo stesso tempo, i costi dell’acqua per l’industria stanno aumentando e la sicurezza dell’approvvigionamento a lungo termine è molto meno certa di quanto non fosse in passato.
Di conseguenza, si prevede che la spesa totale del settore industriale per gli investimenti legati all’acqua supererà i 203 miliardi di dollari entro il 2030. Mentre il settore petrolifero e del gas a monte dovrebbe ancora rappresentare il 24% della spesa totale per la gestione dell’acqua industriale, i settori guidati dalla tecnologia, in particolare i data center e la microelettronica, stanno emergendo come i segmenti in più rapida crescita.
Intelligenza artificiale, data center e “acqua digitale”
Le tecnologie avanzate stanno creando una domanda strutturale di sistemi di raffreddamento all’avanguardia, tecnologie di filtrazione e soluzioni per il trattamento delle acque – oltre a offrire opportunità ai fornitori di soluzioni. Ad esempio, si prevede che entro il 2050 la produzione di semiconduttori diventerà più intensiva in termini di consumo idrico del 113%.
Il settore dell’acqua “digitale” rimane un’area di business ad alto margine. Nel 2025, oltre 1 miliardo di dollari di capitale azionario di terzi è confluito nelle aziende del settore delle tecnologie idriche, in particolare per soluzioni idriche basate sull’intelligenza artificiale, quali contatori intelligenti, analisi predittive e previsioni in tempo reale delle inondazioni. Queste tre forze – la spesa essenziale dei servizi pubblici, l’aumento degli investimenti industriali e la crescita guidata dalla tecnologia – rappresentano, a nostro avviso, i motori strutturali del tema idrico.
L’acqua si sta evolvendo in un tema che abbraccia stabilità difensiva, crescita strutturale e innovazione, creando quello che riteniamo essere un tema di investimento fondamentale e avvincente.
Redazione
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