Adam Dmochowski, Senior Investment Specialist di Aberdeen Investments

Le obbligazioni high yield tornano a rappresentare un punto di ingresso interessante per gli investitori orientati al reddito, in un contesto ancora caratterizzato da volatilità dei tassi e tensioni geopolitiche, in particolare legate al Medio Oriente. Sebbene lo scenario di base resti quello di un graduale calo dei tassi nei prossimi anni, le dinamiche attuali potrebbero ritardarne la discesa. In questo quadro, l’high yield continua a offrire un’opportunità sia in termini di flussi cedolari sia di potenziale rivalutazione del capitale nel lungo periodo.
Perché le obbligazioni high yield si distinguono oggi
Uno dei principali driver di interesse verso l’high yield è il ritorno del reddito: i rendimenti globali si attestano oggi sopra il 6,5%, livelli che storicamente hanno rappresentato buoni punti di partenza per rendimenti futuri solidi. A differenza di altre asset class, il contributo principale ai rendimenti del segmento high yield deriva dalle cedole: negli ultimi 20 anni, il reddito ha rappresentato oltre il 100% dei rendimenti totali, compensando fasi di debolezza legate all’allargamento degli spread.
Inoltre, la combinazione di rendimenti elevati e duration contenuta rende questa asset class meno sensibile alle variazioni dei tassi rispetto ad altre obbligazioni, contribuendo alla recente sovraperformance rispetto all’investment grade. In un contesto di mercato turbolento, questo “cuscinetto” di reddito consente una maggiore stabilità complessiva.
Confronto tra HY e azionario: comprendere la correlazione
Le obbligazioni high yield presentano una certa correlazione con i mercati azionari, poiché emesse da società con rating più basso, ma tale relazione non è lineare. In genere, il segmento HY mostra una volatilità inferiore rispetto all’equity, grazie al contributo stabile del reddito cedolare, che continua ad accumularsi anche in presenza di flessioni dei prezzi.
La duration mediamente breve (circa 3-4 anni) contribuisce ulteriormente a contenere la volatilità e la sensibilità ai tassi. Nel complesso, l’high yield si colloca in una posizione intermedia tra azioni e obbligazioni investment grade, offrendo un’esposizione al rischio corporate più equilibrata.
Un contesto favorevole: fondamentali e rischi di insolvenza
I fondamentali societari rappresentano un ulteriore elemento di supporto. I tassi di default sono attesi su livelli contenuti, tra l’1,5% e il 3%, al di sotto delle medie storiche. Allo stesso tempo, gran parte dei rifinanziamenti riguarda emittenti con rating BB, generalmente più solidi e con maggiore accesso al mercato.
Negli ultimi anni, inoltre, la qualità media del credito è migliorata grazie a politiche di rifinanziamento più disciplinate e a un rafforzamento dei bilanci. Questo contribuisce a creare un contesto più resiliente rispetto ai cicli precedenti, in cui il rendimento offerto appare più coerente con il rischio assunto.
Dove gli investitori possono potenzialmente aggiungere valore: qualità, reddito, diversificazione

Pur essendo l’intero segmento interessante, alcune scelte strategiche possono migliorare ulteriormente il profilo rischio/rendimento. In primo luogo, è fondamentale concentrarsi su un reddito da cedola stabile e sostenibile, evitando di puntare eccessivamente su dinamiche di prezzo di breve termine.
In secondo luogo, la diversificazione geografica gioca un ruolo chiave: combinare esposizione a mercati sviluppati ed emergenti consente di ampliare l’universo investibile, accedere a rendimenti medi più elevati e ridurre la dipendenza da singole aree o settori.
Infine, mantenere una disciplina sulla qualità del credito – privilegiando le fasce più solide dell’HY – permette di bilanciare rendimento e resilienza, evitando le aree più esposte a rischi di insolvenza.
High yield contro alternative a basso rischio: qual è il compromesso?
Rispetto a strumenti più difensivi come liquidità e titoli di Stato, l’high yield offre oggi rendimenti iniziali più elevati e un maggiore potenziale di ritorno nel tempo. Inoltre, la minore sensibilità ai tassi e il contributo significativo del reddito cedolare rappresentano un vantaggio in uno scenario di possibile allentamento monetario, che potrebbe ridurre rapidamente i rendimenti delle asset class più sicure. Questo rende l’HY una soluzione interessante per chi cerca di proteggere e far crescere il proprio reddito, mantenendo al contempo un livello di rischio controllato.
Cosa significa questo per gli investitori?
Le obbligazioni ad alto rendimento non sono prive di rischio, ma il contesto attuale – caratterizzato da rendimenti iniziali elevati, fondamentali solidi e tassi di default contenuti – offre uno dei punti di ingresso più favorevoli degli ultimi anni.
Per gli investitori orientati al reddito che vogliono andare oltre liquidità e titoli di Stato, e per chi cerca esposizione al credito societario senza la piena volatilità azionaria, l’high yield rappresenta oggi una valida via intermedia. Strategie focalizzate su cedole stabili, diversificazione globale e selezione creditizia disciplinata appaiono particolarmente adatte all’attuale fase di mercato.
Redazione
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