Intervista a Gabriele Foà, Portfolio Manager di Algebris Global Credit Opportunities Fund

L’impennata dell’inflazione e la conseguente reazione in materia di tassi d’interesse da parte delle banche centrali hanno penalizzato i corporate bond nel 2022. Cosa vi aspettate per l’anno in corso?

Gennaio è stato un mese di rialzo per i mercati obbligazionari. Il continuo calo dell’inflazione negli Stati Uniti ha portato a un restringimento di quasi 50pb sui decennali americani e una notevole riduzione degli spread di credito.
Gli investitori hanno iniziato a impiegare le risorse liquide accumulate nel 2022. E, di conseguenza, i mercati cash hanno sovraperformato nel credito.
Tuttavia, a febbraio abbiamo avuto dati macroeconomici in miglioramento sia negli Stati Uniti sia in Europa, oltre a un calo dell’inflazione più lento del previsto. Questo ha portato a volatilità sui tassi e un rallentamento nella performance dei corporate bond, con il mercato che si è mosso per prezzare un regime di “higher-for longer”.
A nostro avviso il mercato sta prezzando correttamente il picco dei tassi negli Stati Uniti al 5.5%, mentre in Europa c’è ancora un po’ di strada da fare. Tutto sommato, ci aspettiamo che l’inflazione continui a scendere e che le banche centrali passeranno da un regime di policy ‘tight’ a più ‘loose’ nel 2023.
Continuiamo a credere che il 2023 sarà un anno positivo per l’obbligazionario, con l’inflazione in calo che sostiene la duration e un rallentamento che non porta a una recessione. Quest’ultimo fattore è estremamente positivo per gli spread di credito.
Quali tipologie di corporate bond state privilegiando in questa fase di mercato in termini di affidabilità creditizia, duration, settori, aziende?
I dati tecnici dei mercati obbligazionari sono sani, i mercati primari sono ripartiti con livelli record di offerta dopo un 2022 debole e con afflussi in fondi di credito da parte di investitori.
In questo contesto è possibile trovare corporate bond con rendimenti sopra l’inflazione. Nel secondo semestre dell’anno scorso, il focus era su aziende con alto rating, sul credito di qualità, poiché la stabilità dei tassi e i timori di una recessione hanno stimolato la domanda per questo segmento.
Ora che le curve dei rendimenti sono invertite, l’inflazione sta scendendo e i timori di una profonda recessione globale si sono attenuati, pensiamo che il segmento con il maggior potenziale siano i bond High Yield con duration più corta.
In termini di settori, preferiamo settori più difensivi nel breve termine con l’aumento della volatilità dei tassi dall’inizio dell’anno. Più avanti nel 2023, pensiamo che i settori più ciclici con aziende ‘asset-heavy’ potranno performare bene.
Redazione
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