Le banche hanno riserve adeguate e sono ben posizionate per far fronte a perdite di credito. Vivek Bommi, head of european fixed income di AllianceBernstein

La qualità complessiva delle obbligazioni high yield è migliorata negli ultimi anni, con circa il 50% che si colloca nel rating BB. Ritenete che questi livelli rendano l’asset class meno rischiosa in caso di recessione?

I bond con rating BB occupano oggi il 49% del mercato, contro la media del 43% degli ultimi 20 anni, dato il miglioramento della situazione finanziaria degli emittenti high yield, che hanno gestito in modo conservativo bilanci e liquidità, anche dopo la ripresa della redditività.
È vero che i fondamentali di tali emittenti stanno cominciando a indebolirsi, ma partono da una posizione insolitamente forte in questa fase avanzata del ciclo del credito. Pertanto, riteniamo che continuino a essere di sostegno.
Anche nelle fasi finali di questo ciclo del credito, quindi, le obbligazioni ad alto rendimento possono avere un ruolo nei portafogli degli investitori alla ricerca di reddito, e offrire opportunità interessanti grazie ai solidi fondamentali e ai rendimenti elevati.
Visti gli attuali livelli di rendimento offerti dagli HY bond, quali duration, settori e aree geografiche, tendete a privilegiare all’interno dei vostri portafogli?
In Europa, puntiamo su titoli di qualità superiore di società che operano in settori difensivi per mitigare la volatilità, privilegiando i bond con rating più elevato (BBB e BB), meno sensibili ai tassi d’interesse e a scadenza più breve. Continuiamo a investire sui finanziari. Le banche sono ben posizionate per sostenere perdite di credito: mostrano una solida capacità di generare guadagni continui e potendo contare su riserve adeguate. I coefficienti patrimoniali, poi, rimangono elevati e la percentuale di crediti deteriorati è vicina ai minimi storici. Prevediamo un lieve deterioramento delle metriche creditizie, ma non tale da portare a una revisione al ribasso del rating.
Al di fuori del settore finanziario, ci concentriamo sulle comunicazioni e i beni di consumo ciclici, privilegiando aziende con bilanci e profili di liquidità solidi. Riteniamo che le società della comunicazione possano essere meno colpite dal rallentamento economico. Inoltre, preferiamo investire in titoli di alta qualità nel settore dei beni di consumo ciclici, come aziende automobilistiche o locali nel settore del tempo libero, che potrebbero beneficiare di un aumento dei viaggi locali in caso di rallentamento della crescita.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

