Intervista a Massimiliano Maxia, Senior Fixed Income Product Specialis di AllianzGI

La Fed ha comunicato che il primo ritocco ai tassi dovrebbe arrivare a marzo. Fin dove credete possa spingersi il rendimento del Treasury decennale nel corso del 2022 e quale forma potrebbe assumere la curva dei tassi Usa?

Quante volte la Fed alzerà i tassi di interesse nei prossimi mesi dipenderà molto, se non tutto, dall’andamento dell’inflazione. Qualora dovesse rimanere più elevata del previsto anche nella seconda parte del 2022, quando dovrebbe esaurirsi sensibilmente l’effetto base, la banca centrale americana potrebbe alzare i tassi anche cinque volte in totale, scenario che i mercati stanno prendendo sempre più in considerazione.
Vediamo quindi un rendimento del Treasury a 10 anni ancora in salita, con un target per la fine del 2022 intorno a 2.30%.
La curva dei rendimenti in questo contesto dovrebbe assumere una forma sempre più piatta, quindi continuare questo movimento di “flattening” che perdura da diversi mesi. I mercati temono infatti che i rialzi da parte della Fed avverranno in un contesto di rallentamento della crescita economica, che porterà i rendimenti sulle scadenze brevi a salire di più di quelli sulle scadenze lunghe, fino ad arrivare a una possibile inversione del segmento 2-10 anni che è stato sempre anticipatore di una recessione nei successivi 12-18 mesi.
In questa fase di mercato quali tipologie di titoli di Stato Usa ritenete sia opportuno inserire in portafoglio?
Nei nostri portafogli rimaniamo sottopesati di titoli governativi americani, proprio in previsione dei rialzi dei rendimenti a seguito della nuova politica monetaria da parte della Fed.
Pensiamo che ci possa essere del valore, non adesso ma più avanti nel 2022, nell’area
3-5 anni, una volta che i mercati avranno prezzato in buona parte i rialzi dei tassi da parte della Fed. Continuiamo a privilegiare strategie di “flattening”, dato un possibile rallentamento del ciclo economico attuale.
Al di fuori del comparto governativo, la componente high yield a breve termine può rappresentare ancora una valida alternativa in un’ottica di rischio-rendimento.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

