La view sui mercati globali di Allianz Global Investors
Tutti gli occhi puntati sugli Stati Uniti…
In uno scenario ormai pronto per un taglio storico dei tassi d’interesse, gli sviluppi in atto negli Stati Uniti sono particolarmente rilevanti per i mercati globali. In base agli ultimi dati, riteniamo che l’economia statunitense si stia orientando verso un “atterraggio morbido” (soft landing), una sorta di Santo Graal per le banche centrali, che possono attenuare l’inflazione senza portare l’economia in recessione.

Dato il lieve rallentamento in vista, al momento la tempistica più probabile per il taglio dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve statunitense (Fed) si è spostata a luglio, una svolta che rappresenta un invito ufficiale a rientrare nei mercati dopo il reset del 2022 e che nei prossimi mesi dovrebbe costituire uno stimolo persistente sia per le obbligazioni sia per le azioni.
Si tratta dunque di sapere quanto rapidamente – e in che misura – la Fed taglierà i tassi. A questo proposito, i mercati si aspettano molto meno rispetto a quanto avevano previsto alla fine del 2023. Siamo convinti da tempo che alla fine del 2024 i tassi statunitensi nel migliore dei casi saranno più bassi di soli 75 pb. La resilienza del mercato del lavoro negli Stati Uniti potrebbe indurre la Fed a riflettere.
Posizionarsi per cogliere opportunità selettive in un contesto volatile
Sebbene gli investitori abbiano gli occhi puntati sulla prossima mossa della Fed, i mercati stanno beneficiando di un’economia globale che si sta dimostrando più resiliente rispetto ai precedenti periodi di alti tassi d’interesse, con segnali di inversione dai minimi in arrivo dalle economie di Europa e Cina.
Solidi utili societari in Paesi come Stati Uniti e Giappone dovrebbero favorire gli asset rischiosi. Attenzione inoltre alla “wildcard” dell’intelligenza artificiale (AI): un’eventuale accelerazione nella sua implementazione nei prossimi trimestri potrebbe indicare un aumento della produttività e un calo dell’inflazione.
C’è anche la possibilità che la Fed tagli i tassi meno di quanto previsto dal mercato se l’economia dovesse tenere meglio delle attese (scenario di “no landing”). Nonostante rappresenti una buona notizia per le azioni, questo scenario potrebbe non essere ottimale per i rendimenti dei titoli governativi.
Il rischio geopolitico è aumentato. Ad oggi, i mercati sono riusciti ad adattarsi a un contesto di conflitti e tensioni globali, in particolare in un anno elettorale negli Stati Uniti. Ma il rischio di un “cigno nero” (black swan event o evento difficilmente prevedibile), non dovrebbe essere ignorato.
Il recente rally del mercato azionario indica comunque che per gli investitori non è il momento di stare a guardare. Non crediamo che i mercati siano in ipercomprato; probabilmente saranno volatili, ma questo può anche offrire delle opportunità.
Dati principali per area geografica
Stati Uniti – L’economia statunitense sta perdendo vigore e a nostro parere è diretta verso un soft landing (atterraggio morbido). Il nostro outlook per i prossimi sei mesi è comunque generalmente positivo. Oltre questo orizzonte temporale, riteniamo che la probabilità di recessione sia minima. E che sia più probabile uno scenario di “no landing”. In linea generale siamo convinti che nei prossimi mesi l’inflazione proseguirà la sua graduale discesa, in misura sufficiente a consentire alla Fed di iniziare a ridurre i tassi nel mese di luglio.
Europa – Prevediamo un altro anno di crescita modesta nell’Eurozona, ma con alcuni possibili segnali di miglioramento (sentiment economico, ordini del settore manifatturiero). A nostro parere il calo dell’inflazione sarà sufficiente a indurre la Banca Centrale Europea (BCE) ad avviare la riduzione dei tassi a giugno (100 pb di tagli nel 2024). L’economia del Regno Unito sta andando leggermente meglio rispetto allo scorso anno. Ma le pressioni sui prezzi probabilmente posticiperanno i tagli dei tassi fino all’autunno.
Asia – In Cina il governo continuerà verosimilmente a sostenere una crescita costante in un contesto di persistenti criticità del settore immobiliare. I nostri dati mostrano che l’India si distingue, generando alcuni tra i migliori risultati in Asia e nei mercati emergenti. L’attenuazione delle forze deflazionistiche ha consentito alla Bank of Japan (BoJ) di abbandonare la politica di tassi d’interesse negativi, perseguita da molto tempo, aumentando i tassi per la prima volta negli ultimi 17 anni. Attendiamo ulteriori segnali di una graduale normalizzazione della politica monetaria giapponese
Redazione
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