Altro che inflazione, il futuro dei prezzi è la giapponesizzazione

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Dopo un aumento temporaneo, l’inflazione tornerà al livello pre-crisi e i tassi resteranno bassi per gestire gli elevati debiti governativi. Adrien Pichoud, capo economista di Banque Syz, che gestisce in delega un fondo eurobond e tre multi-asset della gamma OYSTER di iM Global Partner

Quali asset class ritenete sia opportuno detenere in portafoglio per
proteggersi al meglio dal potenziale arrivo di una fase caratterizzata
da rialzi dell’inflazione?

Nei periodi di inflazione, i migliori asset per proteggere il potere d’acquisto del proprio capitale sono i beni tangibili, in contrapposizione ai puri asset finanziari. Possedere una quota di una società tramite azioni, beni immobili o oro sono tutti modi per preservare un portafoglio dall’impatto negativo dell’inflazione, mentre il debito finanziario, cioè le obbligazioni, soffrono in un tale ambiente.

I settori da privilegiare

Quando si tratta di costruire un portafoglio azionario con l’obiettivo di proteggersi dall’inflazione, dovrebbero essere favoriti i settori e le società che beneficiano direttamente dell’aumento dei prezzi (energia, materiali) o che sono in grado di trasferire i costi di produzione più elevati nei prezzi di vendita (la maggior parte dei settori industriali).

Anche le banche, che beneficiano dell’aumento dei tassi d’interesse e delle curve di rendimento più ripide, sono interessanti per proteggersi dal potenziale arrivo di un’inflazione crescente. Questi settori sono attualmente quelli da privilegiare nei portafogli nell’attuale contesto di crescita e aspettative di inflazione in aumento.

Credete che l’eventuale rialzo dell’inflazione sia solo temporaneo o rappresenterà la nuova normalità in una fase post-pandemia permeata da tassi crescita dei Pil in accelerazione e necessità di gestire debiti
pubblici molto elevati?

Crediamo che l’accelerazione della crescita e dell’inflazione nel 2021 sarà solo temporanea, guidata da una combinazione di effetti di base favorevoli, consumo represso e strozzature temporanee nelle catene di approvvigionamento dovute a un improvviso picco della domanda quando le economie riapriranno.

Il dominio delle tendenze strutturali

Una volta che i risparmi in eccesso dei periodi di blocco saranno stati spesi, e il sostegno governativo all’attività economica sarà gradualmente rimosso, le economie saranno lasciate con le loro tendenze strutturali a lungo termine di rallentamento della crescita potenziale a causa della demografia.

Ritorno ai livelli pre-crisi

L’inflazione tornerà al suo livello pre-crisi, poiché la tecnologia e la terziarizzazione limitano il potenziale per una pressione sostenuta al rialzo dei prezzi. In questo contesto, le banche centrali manterranno a lungo tassi d’interesse molto bassi, rendendo gestibile un debito pubblico molto elevato. Proprio come è successo in Giappone negli ultimi 25 anni!

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