I tassi Usa potrebbero restare più alti più a lungo. L’outlook per il 2025 presentato da Norman Villamin, group chief strategist di UBP

L’outlook di UBP contiene un messaggio fondamentale, ossia che con ogni probabilità i tassi statunitensi sono destinati a rimanere più alti e più a lungo rispetto a quanto oggi molti si immaginano. Infatti l’inflazione, specialmente nell’ambito dei servizi, appare tutt’altro che sconfitta. Pertanto Villamin si aspetta per l’anno prossimo che i Fed Funds si posizionino nell’area compresa fra il 3,5% e il 4%.

Si tratta di un valore superiore a quanto attualmente scontato dai mercati, che ritengono probabile una discesa sotto il 3% nei 12 mesi a venire. Ciò impone dunque una certa cautela  nell’approcciare il reddito fisso nel 2025, anche perché la Banca Centrale statunitense potrebbe decidere di optare per politiche di minore repressione dei rendimenti rispetto al decennio scorso.

Secondo UBP un ottimismo eccessivo circonda anche il possibile allentamento della BCE, in quanto l’attuale debolezza economica della Germania viene estesa di default a tutta l’Europa. In realtà oggi proprio le nazioni di quella che un tempo veniva definita come periferia (Grecia, Portogallo e Spagna in primis) mostrano discreti tassi di crescita, favoriti dai servizi.

In un contesto come questo  qualche attenzione alle strategie equity bisogna prestarlo con ad esempio l’azionario americano che potrebbe cominciare a mostrare volatilità qualora i rendimenti del Treasury decennale si assestassero sopra la soglia del 5% di rendimento a scadenza.

Rimangono comunque ampie opportunità in ambiti growth il cui potenziale non è adeguatamente riconosciuto dagli investitori. Ad esempio il boom dell’intelligenza artificiale potrebbe spostarsi dalle aziende dell’hardware al software. In Europa invece il comparto della difesa mostra ancora multipli contenuti, non giustificabili dalle solide prospettive di aumento della spesa militare del Continente. Dall’altra parte diverse occasioni  sono presenti in Svezia e Svizzera, listini che tradizionalmente mostrano una maggiore resilienza nei periodi di instabilità.

 


Avatar di Sconosciuto
Boris Secciani

Nato a Bologna nel 1974, a Milano ho completato gli studi in economia politica, con una specializzazione in metodi quantitativi. Ho cominciato la mia carriera come broker di materie prime negli Usa, per poi proseguire come trader sul forex. Tornato in Italia ho partecipato come analista e giornalista a diversi progetti. Sono in FONDI&SICAV dalla sua fondazione, dove opero come Responsabile dell'Ufficio Studi. I miei interessi si incentrano soprattutto sul mondo dei tassi di interesse e del reddito fisso, sulla gestione del rischio di portafoglio e sull'asset allocation.