I commenti degli esperti di abrdn, Allianz GI, MFS, IG Italia, La Francaise e Flossbach von Storch in vista della riunione odierna della Bce

Paul Diggle, chief economist di abrdn

È quasi certo che questa settimana la Bce aumenterà il tasso di deposito di 25 punti base portandolo al 3,5%. Lo dimostra l’insistenza del Presidente Lagarde e di altri sul fatto che la BCE “non è in pausa”.

Di conseguenza, gli osservatori si concentreranno sulle nuove previsioni e dalle comunicazioni sul futuro percorso di politica monetaria.

È probabile che le previsioni macro aggiornate dello staff indicheranno una crescita leggermente più debole e un’inflazione più bassa, alla luce dei recenti dati, tra cui la conferma di una recessione tecnica invernale. Tuttavia, il Consiglio direttivo ha dato meno peso alle previsioni negli ultimi tempi, concentrandosi invece sul superamento dell’inflazione e sulla necessità di inasprire la politica monetaria per farvi fronte.
Inoltre, i segnali della BCE sono stati chiari nell’indicare ulteriori incrementi dei tassi d’interesse, ma ambigui sul numero di ulteriori rialzi che ciò potrebbe comportare. Riteniamo che la Bce procederà a un nuovo rialzo a luglio, ma la tendenza al ribasso dell’inflazione sia headline sia core, e le prove sempre più evidenti dell’impatto ritardato della precedente stretta monetaria sulla crescita del credito e sugli investimenti, faranno sì che questo sia probabilmente l’ultimo rialzo di questo ciclo.

Franck Dixmier, global CIO fixed income di Allianz Global Investors

Dopo un significativo round di rialzi nel corso dello scorso anno, la Bce sta limando le proprie politiche monetarie, ma ci aspettiamo ulteriori rialzi nei mesi a venire

  • La Bce dovrebbe annunciare un nuovo rialzo nel meeting del 15 giugno, con un aumento di 25 punti basi che probabilmente sarà seguito da ulteriori 25 punti a luglio
  • Nonostante il fatto che l’eurozona sia entrata in recessione tecnica, le pressioni inflazionistiche persistono, e la Bce deve continuare ad inasprire le politiche monetarie per preservare la propria credibilità e ancorare le aspettative di inflazione sul mercato
  • È ancora troppo presto per gli investitori per costruire posizioni a lunga duration nel mercato obbligazionario dell’eurozona.

Peter Goves, head of developed market debt sovereign research, MFS

Ci aspettiamo che la BCE aumenti il tasso di riferimento di 25 pb raggiungendo il 3,50% questa settimana. Questo orientamento è stato fortemente espresso nel corso della precedente riunione, quindi non sarà una sorpresa.

La riunione di questa settimana sarà accompagnata anche da una nuova serie di previsioni, ma non ci aspettiamo molti cambiamenti significativi.

L’attuale tasso terminale è atteso al 3,75%, il che ci sembra ragionevole data la previsione di una crescita debole e un’inflazione in calo.

Crediamo che molto sia già stato fatto e l’indagine sui prestiti bancari è la testimonianza del funzionamento del meccanismo di trasmissione. A nostro avviso, per il momento, i tassi core rimarranno in una fase di sostanziale stabilità.

Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia

Nonostante i dati macroeconomici deludenti (Eurozona in recessione tecnica, produzione industriale in forte calo), la BCE non cambierà il proprio posizionamento “hawkish”. Crediamo che l’istituto centrale di Francoforte promuoverà almeno due rialzi dei tassi di interesse di 25 punti base sia a giugno che a luglio.

François Rimeu, senior strategist La Française AM

Prevediamo che la Banca Centrale Europea (BCE) aumenterà il tasso di deposito di 25 punti base (bps) e annuncerà ufficialmente la fine prevista per luglio dei reinvestimenti del programma di acquisto di asset (APP). Prevediamo che la Banca Centrale riveda le sue proiezioni macroeconomiche, riflettendo probabilmente tassi di crescita più bassi sia per il 2023 che per il 2024. Tuttavia, non ci aspettiamo un cambiamento significativo nelle previsioni di inflazione a medio termine, che attualmente si attestano al 2,1% per l’inflazione headline e al 2,2% per l’inflazione core nel 2025.

 

Di seguito le nostre aspettative:

  • Si prevede che la BCE aumenti i tassi di interesse di riferimento di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 3,5% e il tasso Refi al 4,0%.
  • Si prevede che il Consiglio Direttivo (CG) manterrà il suo approccio di riunione in riunione, che terrà conto dei dati economici e finanziari in arrivo, della dinamica dell’inflazione sottostante e della forza della trasmissione della politica monetaria.
  • La Presidente Lagarde probabilmente ribadirà che c’è ancora del lavoro da fare per riportare l’inflazione all’obiettivo del 2% in modo tempestivo.
  • La BCE dovrebbe confermare la fine dei reinvestimenti del Programma di Acquisto di Attività (APP) a luglio e mantenere invariata la guidance futura per il Programma di Acquisto di Emergenza Pandemica (PEPP), con reinvestimenti almeno fino alla fine del 2024.
  • Non prevediamo annunci relativi alle operazioni mirate di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO) o alle operazioni di rifinanziamento a lungo termine (LTRO).
  • Per quanto riguarda le nuove proiezioni economiche dello staff della BCE, ci aspettiamo tassi di crescita più bassi per il 2023 (rivisti al ribasso dall’1,0% allo 0,9%), il 2024 (dall’1,6% all’1,5%) e il 2025 (dall’1,6% all’1,5%). A causa del calo dei prezzi dell’energia e dell’indebolimento della crescita, prevediamo valori di inflazione headline e core leggermente inferiori per il 2023 (rispetto alle previsioni di marzo del 5,3% e del 4,6%) e per il 2024 (2,9% e 2,5%), per poi convergere gradualmente verso l’obiettivo del 2% nel 2025 (coerentemente con le previsioni di marzo del 2,1% e del 2,2% rispettivamente per l’inflazione headline e core).

In sintesi, non ci aspettiamo alcun cambiamento nell’approccio comunicativo della BCE durante questa riunione. L’approccio rimarrà condizionato dai dati, con la possibilità di sospendere i rialzi dei tassi dopo luglio, e si prevede che i tassi di policy della BCE rimarranno in territorio restrittivo per un periodo più lungo. Riteniamo che questo comitato avrà un impatto limitato sui mercati finanziari.

Flossbach von Storch Research Institute

 Con il persistere della pressione inflazionistica molti si aspettano che la Bce continui il suo ciclo di rialzo dei tassi, ma questo a nostro parere dipende da tre fattori: andamento dell’inflazione, possibilità che l’Europa entri effettivamente in recessione, le prossime mosse di politica monetaria della FED.

La Bce deve prendere decisioni di politica monetaria per 20 Paesi diversi. Questa eterogeneità si vede chiaramente nell’ampia gamma di tassi di inflazione: dal 3% della Spagna all’11% dell’Estonia. Se l’inflazione si mantiene a livelli elevati, i falchi della Banca centrale europea avranno più argomenti a favore di tassi più alti. Tuttavia, questo non accadrà nel caso di un ulteriore rallentamento dell’economia dell’Eurozona e di un inasprimento delle condizioni finanziarie, il Consiglio della BCE avrà meno argomenti per ulteriori rialzi. La BCE ha sempre tenuto conto dell’operato della Fed e ha sempre affermato di dipendere dai dati. Pertanto, se la Federal Reserve procederà con la pausa annunciata, la Bce potrebbe seguirne l’esempio in futuro.

In ogni caso nel medio periodo, per la BCE la variabile principale da monitorare sarà rappresentata dai tassi di inflazione, anche se la banca centrale potrebbe accettare un obiettivo di inflazione più elevato, senza dichiararlo esplicitamente. Non va dimenticato che la Bce è fortemente condizionata sotto il profilo fiscale; pertanto, anche i costi di rifinanziamento di Paesi fortemente indebitati come l’Italia e la Spagna incideranno sulle tempistiche relative all’interruzione del ciclo di rialzi della BCE.


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