Intervista a Sunita Kara, Global Co-Head of High Yield di Aviva Investors

 

Sunita Kara
La qualità complessiva delle obbligazioni ad alto rendimento è migliorata negli ultimi anni, e circa il 50% ha un rating BB. Ritenete che questi livelli rendano l’asset class meno rischiosa in caso di recessione?

Corretto, nell’arco di quindici anni l’asset class globale high yield è diventata meno rischiosa e una delle ragioni è la quality composition più elevata, oltre alla maggiore resilienza di settori precedentemente in difficoltà. Non solo le obbligazioni con rating BB rappresentano il 52% dell’universo investibile, ma anche le obbligazioni con rating CCC sono scese al minimo storico del 10%.

Una composizione di qualità superiore porta a minori drawdown durante le recessioni, perché la probabilità di default è notevolmente differente per le tre categorie di rating. Gli emittenti BB tendono ad avere una leva finanziaria molto più bassa, indici di copertura degli interessi più elevati e una maggiore liquidità in caso di recessione. Il che fa sì che il loro tasso medio di default a lungo termine sia inferiore all’1%. In confronto, il tasso medio di default a lungo termine degli emittenti CCC è del 17%.

Considerando gli attuali livelli di rendimento offerti dalle obbligazioni HY, quali duration, settori e aree geografiche preferite all’interno dei vostri portafogli?

Nell’ambito di un portafoglio globale, preferiamo l’high yield europeo a quello statunitense. Gli spread high yield europei sono più ampi di quasi 50 punti base rispetto ai corrispettivi statunitensi (senza tener conto della composizione qualitativa più elevata del mercato europeo delle obbligazioni ad alto rendimento).

Nel 90% dei casi gli spread europei sono più contenuti di quelli statunitensi (l’Europa ha più BB e meno CCC rispetto agli Stati Uniti), caratterizzando questo periodo come uno dei rari casi nella storia in cui gli investitori possono allocare in Europa per ottenere una potenziale sovraperformance.

Tuttavia, in Europa siamo cauti nei confronti della Germania, data la sua maggiore dipendenza dal settore manifatturiero, che registra una fase di debolezza. Preferiamo paesi più protetti come la Francia. 

Dal punto di vista settoriale, ci posizioniamo in vista di una eventuale recessione e preferiamo i titoli difensivi come i prodotti di consumo, l’healthcare, la GDO e il food&beverage. Siamo cauti sui settori più ciclici e in particolare sulla vendita al dettaglio.

Nel complesso teniamo una posizione neutrale sulla duration. Ma osserviamo la massima efficienza nelle obbligazioni front-end, in quanto i rendimenti governativi privi di rischio sono elevati dopo una serie di rialzi delle banche centrali, oltre al fatto che le curve degli spread creditizi sono ancora relativamente piatte e di conseguenza gli investitori non sono ancora adeguatamente remunerati per spingersi oltre le scadenze.

Molte obbligazioni ad alto rendimento sono inoltre negoziate al di sotto del valore nominale (100). Quindi se gli emittenti decidono di riacquistare tali prodotti per sfruttare l’apertura nel mercato primario, essi ci offrono, oltre alla cedola, anche un apprezzamento del capitale.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.