A colloquio con Alessandro Tentori, Chief Investment Officer di AXA IM Italia

I Treasury sono affondati di prezzo a un ritmo sostenuto, spingendo verso l’alto i rendimenti, cosa alquanto strana poiché nei casi di crescente pericolo percepito dagli investitori i titoli di Stato USA si trasformano in asset rifugio. Come interpretare il calo delle quotazioni?

Il consenso sulla crescita del PIL USA per l’anno in corso è passato da 0.3% a inizio gennaio al 2.3% attuale.
A parte il breve interludio di Silicon Valley Bank, la probabilità di una recessione – data per certa a ottobre 2022 – è scesa gradualmente, ma rimanendo pure sempre sopra il 50%.
L’analogia con le previsioni meteo è implacabile: “Dopo il sereno, è probabile che prima o poi inizi a piovere”. In ogni caso, è questo processo di “repricing” delle stime di crescita che insieme a un quadro di inflazione viscosa ha spostato in avanti le aspettative di un taglio dei tassi della Federal Reserve.
Facendo così, il rendimento del Treasury si è necessariamente dovuto adeguare a un periodo di tempo sempre più lungo con tassi Fed Funds ai livelli attuali.
Ritenete che quello attuale rappresenti un buon punto di ingresso per chi voglia aumentare la quota di portafoglio destinata ai treasury decennali o che sia meglio focalizzarsi su titoli di stato Usa a scadenza più breve?”
Al livello attuale dei tassi, gli investitori sono attratti sia dal rendimento cedolare relativamente elevato sia dalla prospettiva di guadagni nel caso di un mercato rialzista, che rifletta quindi uno scenario di taglio dei tassi della Fed.
Questo scenario è lo stesso di fine 2022, quando una recessione sembrava ormai essere pressoché scontata. Purtroppo, si sottovaluta ancora una volta l’effetto della politica fiscale molto generosa, che richiede un costante sforzo di rifinanziamento da parte del Tesoro americano.
Non è solo l’ingente ammontare in offerta a spaventare gli investitori, ma anche l’assenza di compratori storici come, per esempio, le banche centrali e gli investitori istituzionali giapponesi.
Infine, la Federal Reserve non ha ancora chiuso la partita con un’inflazione che si dimostra molto più viscosa del previsto. Le varie misure di inflazione “sottostante” della Fed di Atlanta mostrano come questa tipologia di inflazione esente da shock brevi sia stabilmente oltre il 2% da ormai trenta mesi, influenzando così significativamente le aspettative dei consumatori e degli investitori.
Il principio di cautela ci suggerisce ancora una volta di tenere un profilo contenuto sulle scadenze di investimenti in Treasury, dove peraltro si possono godere rendimenti del 5.4% su orizzonti di tre mesi.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

