Azionario cinese: prospettive ancora positive nel lungo termine

La terza e sinora più grave ondata di Covid-19 è in fase di recesso sia a livello globale che in Asia. In tale contesto, la 12a Conferenza sull’Asia di AllianzGI in calendario questa settimana si è concentrata sul tema: “Oltre la pandemia – quale futuro per l’Asia?” Per il secondo anno consecutivo, questo evento europeo ha potuto svolgersi solo online. Come sempre però ha affrontato questioni molto attuali in materia di investimenti.

Azionario cinese: analisi, scenario, posizionamento

Da inizio 2021 i mercati azionari cinesi sono stati piuttosto volatili. La prima parte dell’anno è stata caratterizzata dal proseguimento del forte momentum positivo del 2020. Tuttavia, dopo il Capodanno cinese c’è stata una fase breve ma intensa di prese di profitto. Anthony Wong, fund manager per l’azionario cinese, ritiene che sia importante guardare oltre l’attuale instabilità, probabilmente legata alla natura di mercati dominati dagli investitori retail come quello delle A Share cinesi.

“Non crediamo che la situazione attuale modifichi le previsioni a lungo termine per l’azionario cinese, che rimangono positive”, afferma Wong. “Gli investimenti sui mercati azionari internazionali proseguono, e molti investitori in tutto il mondo intendono aumentare l’esposizione alla seconda economia globale, anche grazie alla maggiore apertura dei suoi mercati finanziari. Inoltre, l’azionario cinese si conferma interessante per i benefici offerti sul fronte della diversificazione, derivanti dalla scarsa correlazione con altre asset class.”

Con ogni probabilità nei prossimi mesi la Cina sarà ancora alle prese con regolamentazione attiva e politiche economiche più severe da un lato, e fondamentali societari solidi dall’altro. A fronte di un contesto fondamentale tuttora favorevole, AllianzGI considera le battute d’arresto del mercato come un’opportunità per costituire o ampliare posizioni di lungo periodo. Occorre tuttavia usare la massima selettività.

Inoltre, gli investitori non dovrebbero concentrarsi esclusivamente sul mercato azionario cinese: secondo AllianzGI anche le obbligazioni onshore in RMB (cioè i titoli obbligazionari scambiati nella Cina continentale e denominati in yuan) offrono un notevole potenziale in termini di diversificazione e premi di rendimento rispetto alle emissioni dei mercati avanzati.

Approccio all’investimento tematico in Cina

Secondo AllianzGI, una modalità alternativa e innovativa di esporsi alla Cina potrebbe essere quella delle strategie tematiche. Nella sua presentazione alla Conferenza sull’Asia, Andreas Fruschki, Head of Thematic Equity, ha spiegato che la filosofia di investimento vincente della strategia globale Allianz Thematic può essere applicata anche a un mercato ampio e variegato come quello cinese.

Molti dei megatrend sottostanti riscontrabili a livello mondiale sono presenti anche in Cina, spesso con tratti distintivi. Fruschki ha portato l’esempio del cambiamento demografico: “Entro il 2100 la popolazione mondiale dovrebbe crescere di oltre un terzo raggiungendo quota 11 miliardi, mentre la popolazione cinese raggiungerà probabilmente il picco nei prossimi decenni e inizierà a diminuire sensibilmente verso la fine del secolo. Una previsione che pone particolari sfide per la Cina e presenta altrettante opportunità di investimento.” AllianzGI sta valutando attentamente le possibili modalità di investire in Cina adottando un approccio tematico.

Obiettivo cinese della neutralità climatica entro il 2060: perché è importante già oggi

Il product specialist Shannon Zheng e il portfolio manager Kevin You hanno dedicato la loro presentazione all’obiettivo della Cina di rendere l’economia nazionale neutrale in termini di emissioni di carbonio entro il 2060.

Zheng lo ritiene un piano molto ambizioso: “Non sarà facile per la Cina raggiungere questo obiettivo. Dopo tutto, il modello economico del passato si basava per lo più su settori ad alte emissioni. E infatti circa il 30% delle emissioni globali di CO2 proviene dalla Cina.

Ma le intenzioni di Pechino ci sembrano credibili, dato che le politiche statali sono dettate da esigenze ambientali non procrastinabili e dal desiderio di trovare nuove aree di crescita e occupazione per il futuro.” Kevin You aggiunge che: “Il 2060 sembra molto lontano.

Tuttavia, la pianificazione top-down per l’azzeramento delle emissioni nette è già in corso e gli investitori del mercato azionario dovrebbero tenere in considerazione questo fattore nelle loro analisi già adesso. La transizione vedrà vincitori e vinti. Riscontriamo opportunità di crescita strutturale in aree come le energie rinnovabili e la mobilità elettrica, oltre che in selezionati ambiti della cosiddetta “old economy” che subiranno una profonda trasformazione.”

Individuare le società più ecologiche dell’Asia tramite l’IA

Nella presentazione finale della Conferenza sull’Asia, Kunal Ghosh, CIO regionale delle Strategie Sistematiche, ha illustrato il potenziale dell’intelligenza artificiale (IA) nell’individuazione dei segnali in campo ambientale.

AllianzGI ha sviluppato e istruito un’IA che utilizza l’elaborazione del linguaggio naturale (natural language processing, NLP) per trarre informazioni in tempo reale sul percorso di sostenibilità delle società asiatiche da milioni di articoli. Tali informazioni spesso differiscono in modo significativo dai rating di sostenibilità assegnati da soggetti terzi. “Il settore dell’asset management ha appena iniziato a integrare l’IA nei processi di analisi e ricerca”, spiega Ghosh, ma di una cosa è certo: “Nelle aree in cui le iniziative ambientali stanno iniziando ad acquisire importanza – come l’Asia-Pacifico e la Cina in particolare – i modelli di sostenibilità basati sull’IA offrono un contributo sostanziale nell’individuare i leader di domani nella sostenibilità.”

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