A cura di Gilles Guibout, Head of European Equities di AXA Investment Managers 

 

Mercati azionari ancora in calo a ottobre, per il terzo mese consecutivo, su rinnovati timori per l’economia globale.

Gilles Guibout

Sui mercati ha pesato l’incertezza sul fronte geopolitico, con il timore che il conflitto israelo-palestinese possa estendersi ad altri paesi della regione mediorientale e innescare un’altra fiammata inflazionistica. Mentre restano di attualità le tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti, a cui si è aggiunta anche l’Europa dopo l’indagine condotta dall’Unione Europea sui sussidi cinesi ai veicoli elettrici.

Hanno inoltre pesato le pubblicazioni dei risultati del terzo trimestre, piuttosto contrastate, con le società che hanno pubblicato risultati sotto le attese fortemente penalizzate in Borsa.

A livello economico, il quadro resta piuttosto divergente, con l’Europa in una fase di debolezza ciclica e gli Stati Uniti in crescita. I segnali di debolezza nell’Eurozona  hanno indotto il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) a ridurre le previsioni di crescita a +0,7% nel 2023 e a +1,2% nel 2024. Al contrario, i segnali di miglioramento dell’economia statunitense suggeriscono un inizio di ripresa.

Rendimenti obbligazionari elevati

In questo contesto, i rendimenti obbligazionari sono rimasti su livelli elevati, con un picco del 5% di rendimento per il Treasury decennale americano, dopo il discorso del governatore della Federal Reserve, Jay Powell, sullo stato dell’economia.

L’inflazione rallenta, ma resta sempre a un livello superiore rispetto al target delle banche centrali, che hanno quindi mantenuto invariati i livelli dei tassi. Tanto che gli investitori hanno ormai adottato uno scenario di tassi più alti per un periodo più lungo di quanto inizialmente previsto.

Prepariamoci a ulteriore volatilità

Nelle prossime settimane i mercati azionari dovrebbero rimanere volatili. Il livello di valorizzazione che hanno raggiunto dopo il recente calo potrebbe consentire un rimbalzo ora che il messaggio delle banche centrali sembra indicare che sia stato toccato il punto più alto sui tassi.

Tuttavia, il potenziale potrebbe essere limitato, sia perché le prime pubblicazioni di risultati societari tenderebbero verso un peggioramento globale della qualità dei risultati stessi, sia per la mancanza di visibilità sull’entità del rallentamento economico in Eurozona.

In questo contesto di bassa visibilità manteniamo un orientamento prudente. Restiamo fedeli alla nostra strategia di diversificazione, continuando sempre a privilegiare le società che combinano la capacità di adeguare i prezzi, una buona visibilità sulle loro prospettive di crescita grazie a un’esposizione a temi pluriennali promettenti e una solida struttura finanziaria.


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Redazione

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