L’intervista a Richard Carlyle, Investment Director di Capital Group

Nel vasto universo rappresentato dall’azionario emergente, l’equity asiatico e quello dell’Est Europa sembrano essere le due aree più promettenti per i prossimi anni. Siete d’accordo con questa view o date maggiori chance ad altre aree?

Richard Carlyle, Capital Group

Uno dei maggiori sviluppi degli ultimi anni negli investimenti nei mercati emergenti è stato l’inclusione delle A-share cinesi negli indici globali. Considerando l’entità dei mercati finanziari cinesi, questa inclusione ha portato inevitabilmente con sé timori che l’insieme di opportunità nei mercati emergenti possa sbilanciarsi eccessivamente verso un singolo Paese. Esistono tuttavia numerosi business innovativi nei mercati emergenti al di fuori della Cina.

Ad esempio, il conglomerato indiano Reliance Industries, che ha costruito una delle maggiori reti di telecomunicazioni al mondo con una base di oltre 380 milioni di abbonati. E, dopo aver raccolto oltre 20 miliardi di dollari per il suo ramo dedicato alla tecnologia digitale Jio Platforms, sta ora focalizzando la sua visione su progetti che potrebbero competere con i conglomerati globali.

In Brasile, società come PagSeguro e Stone Co., attive in settori che evidenziano una crescita strutturale, hanno sviluppato piattaforme per l’elaborazione dei pagamenti finalizzate a competere con le principali banche brasiliane, mentre l’e-commerce dell’azienda MercadoLibre sta crescendo a un ritmo impressionante.

La principale economia dell’America Latina sta attualmente uscendo dalla più profonda recessione della sua storia. E si trova ancora nelle fasi iniziali del passaggio da un sistema basato sul denaro fisico a un’economia basata principalmente sulle transazioni digitali.

La crescita in questi mercati dovrebbe generare altre opportunità di investimento associate al cloud computing. E alle esigenze infrastrutturali come strade, magazzini e porti.

Potenzialmente, la maggiore velocità della crescita del Pil dovrebbe produrre risvolti positivi sulle performance future delle azioni degli Emergenti. Ritenete valida questa correlazione o saranno altre le variabili capaci di pilotare le performance?

In un orizzonte d’investimento a lungo termine, le azioni dei mercati emergenti si sono dimostrate un’asset class ad alto rendimento, ma con una maggiore volatilità rispetto al resto del mondo.

Il COVID-19, le tensioni commerciali globali e il rallentamento della crescita economica contribuiranno probabilmente a creare un contesto di mercato volatile nel breve e medio termine.

Ma continuiamo a ravvisare opportunità di investimento nei mercati in via di sviluppo che traggono beneficio dalle seguenti tendenze a lungo termine: crescita dell’e-commerce e dei servizi mobili, continua espansione della classe dei consumatori regionali, semiconduttori utilizzati nell’intelligenza artificiale, nel cloud computing e nell’automazione industriale. Nonché popolazione sempre più alla ricerca di prodotti e servizi sanitari migliori.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.