
L’intervista a Michele Morganti, Senior Equity Strategist di Generali Investments
Nel decennio 2009-2019 il mercato azionario europeo ha sottoperformato quello statunitense e l’indice Msci World di cui fa parte. Credete che i tempi siano maturi per un’inversione di tendenza?

Dopo l’approvazione del Recovery Fund, nel medio termine, l’area euro potrebbe avere più chances di performare positivamente verso il resto del mondo. Per molti anni quest’area ha sottoperformato, registrando sensibili outflows, al pari dei titoli “Value”. Gli indici di valutazione di lungo periodo confermano un mercato europeo a sconto verso gli Usa e questo potrebbe giustificare, teoricamente, rendimenti reali superiori agli Usa del 2% per i prossimi dieci anni.
Il supporto fiscale si è fatto più aggressivo in Europa grazie al maggiore coordinamento politico tra gli Stati e ciò costituisce un precedente per eventuali future recessioni, rappresentando una nuova put implicita per il mercato EU. Il potenziale supporto della BCE, combinato a quello fiscale, aumenta poi l’effetto moltiplicatore sull’economia, con misure non ortodosse di politica monetaria ormai definitivamente sdoganate.

L’Europa potrebbe anche beneficiare delle frizioni Usa-Cina, se multinazionali importanti decidessero di muovere le proprie strutture in nuovi territori.
In secondo luogo, con Biden presidente, nel medio periodo un incremento delle tasse per le società Usa favorirebbe, in termini relativi, le imprese non americane, europee incluse. Biden, infine, è intenzionato ad avviare un rapporto più costruttivo con l’Europa stessa.
A livello macro, le condizioni da osservare che potrebbero portare a una performance dell’Europa significativamente diversa rispetto al listino USA e ai mercati globali sono: tassi di interesse in stabilizzazione o leggera ripresa, una maggiore integrazione politico-economica, riforme strutturali nel sud Europa, maggiori investimenti negli asset green e in linea con i criteri ESG, nonché in R&S.
A vostro avviso, quali Paesi e settori hanno le maggiori chance di guidare le performance dell’equity europeo nel prossimo decennio?
Ci aspettiamo un recupero da alcuni settori, come energy e material, anche grazie al recupero dei titoli ESG compliant. Altri, come staples, healthcare equipment, small cap, pharma e utilities dovrebbero confermare la buona performance degli ultimi anni grazie alla superiore crescita strutturale.
Per quanto riguarda gli indici, potremmo assistere a una ripresa del sud Europa – MSCI Italy e small cap italiane incluse – e dell’indice UK FTSE 100, estremamente sottovalutato.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

