Intervista a Luigi Dompè, Responsabile Azionario Italia, ANIMA Sgr

Quali opportunità individuate nel mercato azionario italiano nell’attuale scenario?
Nel contesto attuale manteniamo un approccio positivo sul settore del lusso, per cui la domanda è storicamente piuttosto anelastica rispetto al prezzo. A nostro avviso, il mercato del lusso si è dimostrato assai resiliente in svariate condizioni di mercato, fra cui l’attuale contesto inflattivo.

Questo anche grazie alla capacità delle case di moda di trasmettere gli incrementi di costo alla clientela finale senza conseguenze per i margini. Il settore è inoltre meno impattato dal rialzo dei tassi, dal momento che le società sono mediamente poco o per nulla indebitate e anzi spesso dispongono di ingente liquidità.
A questi fattori si aggiunge la riapertura dell’economia e dei flussi turistici cinesi, a cui l’industria del lusso è particolarmente esposta. Apprezziamo inoltre anche le utilities integrate (come ad esempio le municipalizzate), che dovrebbero beneficiare di una stabilizzazione della curva dei tassi, oltre che di un recupero dei margini in seguito alla normalizzazione dei prezzi energetici dopo un 2022 decisamente difficile.
Il peso dei titoli bancari è molto elevato all’interno dell’indice FTSE MIB. Dopo anni di sofferenza, gli utili delle banche italiane hanno archiviato il 2022 con una crescita record. Si tratta di un buon auspicio per la potenziale performance dell’indice nel medio termine?
Sicuramente le performance del listino italiano beneficiano in buona parte della forza del settore finanziario. Crediamo che vi sia ancora spazio, nel corso dei prossimi mesi, per sorprese positive durante la stagione delle trimestrali. Riteniamo infatti possibile che i numeri degli istituti di credito batteranno le stime degli analisti, spinti dalla forte crescita del margine di interesse.
Tra l’altro, il recupero di redditività ha già consentito il pagamento di dividendi elevati e in alcuni casi l’esecuzione di buyback. Tuttavia, dopo le recenti tensioni finanziarie e la discesa dei dati inflattivi, prevediamo in termini prospettici una maggiore cautela delle banche centrali, con una certa stabilizzazione della curva dei tassi.
Questo dovrebbe privare il settore bancario, soprattutto nella seconda parte dell’anno, del principale elemento a supporto del miglioramento delle stime sugli utili, rappresentato dalla risalita dei tassi a breve. Con il passare dei mesi la selezione delle singole storie diventerà sempre più importante, anche in chiave M&A. Mentre pensiamo che in termini di performance generale del settore si possa entrare in una fase più riflessiva, in attesa di vedere se l’aumento dei costi di finanziamento frenerà l’attività economica e determinerà un peggioramento della qualità del credito.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

