Azionario tecnologico Usa: bene componente ciclica e value

Intervista a Luca Vaiani, head of investment strategy and senior portfolio manager di Fideuram Asset Management SGR 

A dispetto delle tensioni politiche interne al Paese e degli effetti nefasti imputabili alla diffusione del Covid-19, il sentiment rialzista sui titoli tecnologici Usa continua a essere spumeggiante. Cosa vi aspettate per il 2021?

Il settore tecnologico americano si caratterizza per tassi di crescita potenziale degli utili più elevata del resto del mercato. Questo aspetto è quello che più di ogni altro spiega l’outperformance di lungo periodo del settore.

Nel 2020 questo gap di crescita si è ampliato per effetto del lockdown così che, nonostante la contrazione dell’attività economica globale, le società tecnologiche hanno vissuto un contesto più favorevole grazie alla domanda di consumo e investimenti che sempre di più si è rivolta verso il canale digitale.

La performance favorevole non ha rispecchiato solo questo vantaggio di crescita. Ma le valutazioni sono aumentate anche grazie alla riduzione dei tassi di interesse. Più che per altri settori, le valutazioni della tecnologia sono influenzate dal tasso di sconto degli utili futuri perché le società sono caratterizzate da un tasso di crescita prospettica superiore.

Nel 2021 ci aspettiamo un comportamento della tecnologia nel complesso positivo ma più in linea con il mercato, perché la disponibilità del vaccino permetterà un graduale recupero dell’attività economica e una diffusione degli utili superiore a quella dello scorso anno, anche nei settori più ciclici e value.

Inoltre, pensiamo che il contesto macro sia compatibile quantomeno con una stabilizzazione dei tassi di interesse o un lieve rialzo. Così che i multipli potranno avere un effetto al margine negativo.

La capitalizzazione dei titoli tecnologici Usa ha superato quella dell’intero mercato azionario europeo. La capitalizzazione della sola Apple vale quanto il Pil italiano. È tutto oro quel che luccica?

Luca Vaiani

È complesso valutare asset non omogenei. Va detto però che il settore tecnologico è favorito da trend “secolari”. Che consentono crescite dei ricavi e degli utili più elevate e meno volatili rispetto ad altri settori e aree geografiche. E per questo rappresentano l’opzione di maggiore qualità e più difensiva.

Questi aspetti di crescita non devono vedersi solo dal punto di vista storico. Ma soprattutto prospettico per il modo in cui incidono sulle valutazioni delle aziende. Il tasso di crescita potenziale del settore tecnologico è più alto di quello dell’economia americana, che a sua volta è molto superiore a quello europeo.

Più tatticamente però, il gap valutativo che si è aperto, gli aspetti ciclici e la nostra attesa sul comportamento dei tassi di interesse ci portano a ritenere opportuno bilanciare l’esposizione dei portafogli a favore della componente ciclica e value.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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