Babyboomers e millennials, le generazioni che guidano i consumi

La demografia è uno dei megatrend più interessanti per il mondo degli investimenti perché è capace di influenzare i consumi e la produzione dei beni e servizi

La dinamica demografica è come una moneta a due facce. Da un lato c’è la problematica della salute e dei problemi legati all’invecchiamento della popolazione. Dall’altra ci sono le sfide imposte da una demografia col vento in poppa nei paesi emergenti, aree in cui il numero di persone attive e inattive in età da lavoro resta superiore a quello delle persone economicamente dipendenti (bambini e anziani).

L’invecchiamento della popolazione, non solo nei paesi ricchi

Stando alle stime formulate dall’Oms, tra il 2015 e il 2050, la percentuale di abitanti ultrasessantenni quasi duplicherà, passando dal 12% al 22%. Il problema è che l’80% di questa fascia di popolazione vivrà in paesi a reddito medio-basso, ponendo seri problemi di sostenibilità dei sistemi di welfare. Altre stime evidenziano che in circa 40 anni il gruppo di abitanti ultrasessantacinquenni rappresenterà il 23% della popolazione e quello dei minori di 14 anni il 17%. Attualmente gli abitanti del pianeta con più di 80 anni sono 125 milioni. Nel 2050 la sola Cina avrà 120 mln di ultraottantenni e il mondo nel suo complesso ne avrà circa 430 milioni. Tale risultato è frutto della combinazione favorevole di nati in periodi ad elevata natalità e progressi sul versante medio e tecnologico.

Le abitudini di consumo delle singole generazioni

Gli esperti che si occupano del megatrend demografico per costruire dei portafogli d’investimento in grado di captare le opportunità offerte, focalizzano l’attenzione sulle abitudini di consumo delle singole generazioni. Per questa ragione si parla di baby boomers per i nati tra il 1946 e il 1964, di generazione X (per i nati tra il 1965 e il 1980), di millennials (per i nati tra il 1981 e il 1996) e di generazione Z e centennials.

Le abitudini di consumo di ogni generazione stanno cambiando molto in scia ai cambiamenti tecnologici. Le nuove generazioni puntano molto a una semplificazione dei processi di consumo e spostano l’attenzione su nuovi beni e servizi.

Consumi futuri: tra pensionati e millennials

Il processo di invecchiamento rappresenta non soltanto un’opportunità ma anche una sfida. Le imprese che vogliono continuare a fare utili devono tenerne conto se vogliono accaparrarsi quote di consumi legati agli stili di vita delle singole generazioni e ai cambiamenti che li interessano con il graduale invecchiamento di un numero crescente di abitanti. In un recente report messo a punto dal team di Axa, si stima che i futuri pensionati rappresenteranno il 55% della crescita dei consumi nei paesi industrializzati entro il 2030.

L’altra grande spinta ai consumi arriverà dai millennials. Secondo le stime del team di Pictet, la spesa per consumi dei millennials statunitensi crescerà dai 1.200 mld di usd fino ai 2.100 mld di usd  nei prossimi quindici anni. I millennials e i centennials utilizzano gli smartphone più di ogni altra generazione, sia per comunicare sia per effettuare acquisti. Ai millennials interessano le tematiche relative all’ambiente, sono sensibili al ruolo delle donne nella società e ai loro diritti in tutti i campi della vita politica, economica e sociale.

Le ultime generazioni guardano con molto interesse gli Etf e tutti i veicoli che consentono di partecipare alla vita dei mercati con dei costi di gestione bassi (questa è la ragione per cui colossi dell’industria del risparmio gestito hanno deciso, dopo decenni di immobilismo, di entrare nel mercato dei veicoli d’investimento a gestione passiva e bassi costi di gestione). I prodotti del risparmio gestito dedicati ai consumi dei millennials ospitano titoli il cui business è concentrato su tecnologia, ambiente, alimentazione, costruzioni a basso impatto ambientale, e-sport, e-commerce.

 

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.