Il miglioramento dei dati riguardanti il virus, unito alle prime sorprese positive sul fronte economico (indici PMI dei servizi, buste paga statunitensi), ha trainato il recupero di value e ciclici. Fra i beneficiari ovviamente c’è stato anche il settore finanziario, il cui modello di business, già infiacchito dalle conseguenze della Grande Crisi Finanziaria, è stato ulteriormente danneggiato dall’attuale crisi.

L’indice bancario europeo fra il 17 febbraio e il 21 aprile ha visto quasi dimezzare il proprio valore (-46%).
Nonostante faccia una certa impressione il +29% segnato dai minimi (dati al 9 giugno), questo movimento corrisponde solo al 40% dell’arretramento precedente, una delle percentuali più basse fra i settori dello Stoxx600. Gli argomenti a supporto del comparto sono svariati e rimangono tuttora validi, ve ne offriamo alcuni. Innanzitutto, l’attenzione della BCE nel garantire sponde di liquidità al settore offre una sorta di “put”: d’altra parte la stessa Banca Centrale sa che la ripresa (già fragile) dell’area non può prescindere da un sistema finanziario patrimonializzato e in salute.
Dal punto di vista dei fondamentali inoltre, le attese sugli utili sono già state corrette dal mercato, che li ha rivisti al ribasso del 45% in tre mesi: da qui le aspettative sembrano poter trovare una base da cui ripartire. Un altro segnale arriva dal mercato obbligazionario, con il recente irripidimento delle curve a fornire un ulteriore fattore di supporto. Tecnicamente infine, il settore ha ancora ampi spazi di recupero: il posizionamento degli operatori è molto scarso e questo potrebbe fornire ulteriore spinta.
Gli elementi di rischio insiti nel comparto
D’altro canto, è utile analizzare anche gli elementi di rischio per l’investitore: giova ricordare che un completo recupero dei livelli di inizio anno, lontani circa il 30%, poggia sull’assunto che il collasso degli utili 2020 sia un episodio isolato, e che dal 2021 si verifichi un consistente recupero di redditività. Ciò che ha favorito il rally, in definitiva, è soprattutto la percezione che da qui in avanti i progressi saranno rapidi. Notizie di segno contrario sono quindi destinate a riportare le lancette del mercato indietro di qualche giorno o settimana. E in questo caso il comparto finanziario sarà inevitabilmente fra i più sensibili. Fra i fattori da monitorare in tal senso c’è il fronte commerciale fra USA e Cina, in sordina negli ultimi giorni, e ancora una volta la dinamica del Covid: i casi sono sotto controllo in Europa, ma il contagio è in ascesa in Sudamerica e tutt’altro che risolto negli USA, dove alcuni stati (Texas, ad esempio) negli ultimi giorni vedono i numeri risalire.
Redazione
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