Banche centrali, primi segnali dal Canada

Cosa succederà agli acquisti delle Banche Centrali e alle valute con l’allentamento della crisi dovuta a Covid-19? Il Canada offre alcune prime indicazioni. Dws 

La Banca centrale canadese (BoC) si è mossa prima. Ha iniziato a ridurre i suoi acquisti di asset settimanali del 25%, una manovra detta “tapering”, di cui si discute in maniera accesa sin dall’inizio dell’anno.

Mentre il mondo è piombato nella crisi del Covid-19 in modo più o meno simultaneo, a livello mondiale, la fine della crisi non avverrà nello stesso momento.

Alcuni Paesi stanno riemergendo più rapidamente e stanno rimbalzando con maggiore forza rispetto ad altri, per vari motivi, tra cui l’efficacia tempestiva nel contenimento della pandemia, la portata dei piani di stimolo fiscale fino alla velocità di esecuzione dei piani vaccinali.

Dopo la decisione della Banca centrale canadese, l’attenzione si è spostata rapidamente all’Australia e alla Nuova Zelanda, altre due storie di successo.

Quali saranno i prossimi Paesi a iniziare il “tapering”?

E perché è preferibile iniziarlo prima? In un discorso tenutosi il 23 marzo 2021, Toni Gravelle, vicegovernatore della Banca Centrale canadese, ha ammesso che “entro la fine di aprile 2021 i titoli di Stato canadesi (GoC) detenuti dovrebbero rappresentare di gran lunga la voce di bilancio più importante.”

Anche se non si tratta di una circostanza inconsueta di per sé, gli acquisti si fanno notare anche per un altro aspetto. “I nostri acquisti di titoli di Stato canadesi dallo scorso marzo rappresentano circa il 40% dell’ammontare dei titoli di Stato canadesi in circolazione.” La  quota dei titoli di Stato detenuta dalle rispettive banche centrali presenta alcune differenze.

Questo dato suggerisce anche che il mercato stia discutendo della possibilità che, per la Banca Centrale australiana (RBA), fare la stessa manovra potrebbe essere prematuro. La Banca Centrale australiana possiede solo il 19% dei titoli di Stato australiani, meno della metà della quota detenuta dalla Banca Centrale canadese.

I dati sull’inflazione di questa settimana mostrano una media dell’1,2% anno su anno, ben al di sotto della forchetta target fissata dalla Banca Centrale australiana compresa tra il 2% e il 3%. Per contro, la Banca Centrale canadese si trova già molto più vicina al suo obiettivo del 2% in media, con un’inflazione intorno all’1,9%.

Per quanto concerne la Banca centrale della Nuova Zelanda (RBNZ), essa ha già iniziato il “tapering”, sebbene soltanto implicitamente. Il programma esteso di “quantitative easing” iniziato a marzo 2020 consente acquisti fino a 100 miliardi di dollari neozelandesi (NZD) da qui a giugno 2022.

La Banca Centrale neozelandese ha speso però solamente 43 miliardi di dollari neozelandesi. Anche la Banca Centrale inglese (BoE) sarà nella posizione di attenuare gli acquisti nell’ambito del suo programma di “quantitative easing”: dovrà farlo infatti per poter rimanere all’interno dei suoi parametri.

Tuttavia, le riaperture nel Regno Unito sono solo all’inizio, servirà quindi del tempo per il consolidamento dei dati sull’inflazione. In termini di tutela dell’occupazione, sia il Regno Unito sia la Nuova Zelanda hanno fatto persino meglio del Canada.

Quali parametri per il tapering?

Nella matrice dei parametri decisionali, occorre quindi considerare molto attentamente le quote di titoli sovrani detenute dalle banche centrali perché potrebbero influenzare la velocità del “tapering”.

A nostro giudizio una quota maggiore di possesso di questi titoli rende più probabile che la banca centrale intenda avviare il “tapering” anche se non strettamente necessario secondo i dati sull’inflazione.

La Banca Centrale canadese ha comunicato di aver considerato questo aspetto, che potrebbe quindi giocare un ruolo anche per la Banca Centrale neozelandese e quella inglese.

Effetti sui mercati valutari

Per i mercati valutari, le discussioni sul “tapering” indicano che i differenziali di tasso sono tornati ad essere dei fattori determinanti, mentre in precedenza erano considerati un aspetto non più rilevante.

Diventa quindi ancora più decisivo essere in grado di individuare quali fattori potrebbero portare a decisioni anticipate di “tapering”.

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