I commenti di abrdn, Fidelity International e Columbia Threadneedle Investments sul meeting della BCE
Felix Feather, analista economico quantitativo di abrdn

La decisione di aumentare i tassi di 50 punti base riflette la ferma volontà della BCE di ridurre l’inflazione. Tuttavia, la Presidente Lagarde ha sottolineato chiaramente che la politica dipenderà dall’evoluzione dei dati nei prossimi mesi. Pertanto, riteniamo che su questo orizzonte temporale la politica monetaria sia ancora incerta, anche se – in assenza di un contagio da stress nel settore bancario – gli investitori possono aspettarsi che l’attuale ciclo di rialzi proseguirà.

James Athey, investment director di abrdn

La Presidente della BCE Lagarde ha affermato che non sono possibili compromessi tra gli obiettivi di stabilità finanziaria e quelli della politica monetaria. Tuttavia, con le pressioni sull’inflazione di fondo ancora forti nel continente, la mancanza di indicazioni sui futuri rialzi dei tassi suggerisce che non tutti i membri del consiglio direttivo sono d’accordo con lei.

Il mercato si è mosso rapidamente nell’ottica di una riduzione dei rialzi dei tassi e addirittura prezzando la possibilità di tagli dei tassi nel secondo semestre.
La realtà è che i mercati hanno rilevato i segnali di stress bancario e chiunque sia rimasto segnato dalle conseguenze della grande crisi finanziaria globale non si convincerà facilmente che tutto va bene sulla base delle dichiarazioni dei responsabili politici che, tra l’altro, sono spesso responsabili degli eccessi di liquidità alla base di molti di questi problemi. Ora che di fatto le tensioni bancarie sono venute a galla, non sarà così facile ignorarle.

Dave ChappellSenior Fixed Income Portfolio Manager di Columbia Threadneedle Investments

Di tutte le banche centrali che si riuniranno questo mese, la BCE aveva il compito meno invidiabile. Avrebbe dovuto tenere fede all’impegno preso di un rialzo di 50 punti base, continuando la sua tardiva lotta contro l’inflazione di fondo e i rischi di radicamento dei prezzi più alti? Oppure scegliere di adeguarsi a soli 25 punti base o addirittura astenersi, di fronte all’aumento dell’incertezza nei mercati finanziari, innescato alla fine della scorsa settimana dal fallimento della Silicon Valley Bank e accresciuto ieri dal drammatico calo del prezzo delle azioni di Credit Suisse.

Mentre la Fed e la Banca d’Inghilterra hanno il “lusso” di una settimana in più per valutare le potenziali ripercussioni negative delle attuali tensioni, la Presidente Lagarde e il comitato della BCE si sono riuniti ieri con i mercati del rischio vacillanti e i mercati monetari che si interrogavano sul futuro percorso dei tassi di riferimento europei.

La decisione è stata quella di mantenere i 50 punti base, ma la rotta tracciata in precedenza è stata messa da parte. In futuro, la politica continuerà a essere guidata dai dati in arrivo. È stato riconosciuto l’aumento dell’incertezza e della volatilità dei mercati e le nuove previsioni per l’inflazione complessiva sono state nettamente inferiori, a causa del calo dei prezzi dell’energia.

Tuttavia, l’inflazione core rimane la preoccupazione principale e le previsioni riviste sono meno ottimistiche, pur ipotizzando ulteriori rialzi dei tassi da qui in avanti; pertanto, appare necessario continuare a muoversi a ritmo accelerato, almeno per ora. La decisione è stata approvata da un’ampia maggioranza. Mentre alcuni hanno suggerito un approccio più cauto in questa fase, fino a quando non ci sarà maggiore chiarezza sugli attuali problemi di stabilità finanziaria. Le prossime settimane potrebbero dimostrare che i pochi cauti avrebbero dovuto forse esprimere la loro opinione in modo più deciso.

Anna Stupnytska, Global Macro Economist di Fidelity International

Nonostante le turbolenze di mercato degli ultimi giorni, la BCE ha deciso di andare avanti per la sua strada e alzare i tassi di 50 pb. Con questa scelta la BCE ha voluto chiaramente mettere in luce la sua capacità di affrontare i problemi di stabilità finanziaria con strumenti adeguati, senza però distogliere lo sguardo dall’obiettivo della stabilità dei prezzi”.

Nella sua dichiarazione, la BCE ha anche abbandonato la forward guidance, sottolineando l’importanza della dipendenza dai dati e segnalando la sua disponibilità a “rispondere come necessario” per preservare la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria nell’area dell’euro.

Resta da vedere se questa strategia riuscirà a riportare la calma sui mercati e se sarà sufficiente a gestire eventuali ulteriori ricadute. Impegnandosi quasi incondizionatamente in questo rialzo, la BCE si è messa in una posizione, a nostro avviso non necessaria, di difficoltà, lasciando poco spazio di manovra in caso di shock.

Ciò che ci appare chiaro ora è che i problemi del settore bancario, pur concentrati in quelle che potrebbero essere storie idiosincratiche, sono comunque un sintomo dello scenario di politica monetaria molto più rigido creato dalle banche centrali negli ultimi mesi. Siamo dell’idea che la portata dell’inasprimento delle politiche da parte della BCE e della Fed sia già sufficiente a provocare un hard landing. Entrambe devono procedere con estrema cautela da qui in poi, in modo flessibile e aperto.

L’ultima indagine sui prestiti bancari della BCE per il primo trimestre del 2023 ha già mostrato un significativo inasprimento delle condizioni di credito e una domanda di prestiti più debole. Prevediamo ora che le vulnerabilità del settore bancario che sono emerse avranno un impatto diretto sulla disponibilità delle banche a fornire credito, portando a condizioni di finanziamento ancora più restrittive che a loro volta colpirebbero l’economia reale potenzialmente prima e più duramente del previsto.

A questo proposito, ulteriori rialzi dei tassi sarebbero probabilmente un errore di politica monetaria che alla fine richiederebbe una rapida correzione di rotta nei prossimi mesi. Monitoreremo da vicino i CDS bancari poiché questo costituisce ora il principale indicatore di condizioni di finanziamento più restrittive.


Avatar di Sconosciuto
Redazione

La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.