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BCE, le colombe hanno vinto questo round

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BCE, le colombe hanno vinto questo round
Adrian Hilton, Responsabile tassi globali di Columbia Threadneedle Investments commenta:

Nessuna grande sorpresa nella riunione odierna, dato che il mercato non si aspettava realmente una riduzione degli acquisti PEPP, come invece accaduto un paio di settimane fa.

Tuttavia, Christine Lagarde sembra rappresentare un Consiglio Direttivo che diviene soltanto lievemente più ottimista sull’outlook europeo. Modificando leggermente al rialzo le proiezioni per il 2021 e per il 2022 per quanto riguarda la crescita del PIL e l’inflazione – ma lasciando invariate le prospettive per il 2023 – la BCE ha fatto presente che non vede ancora le basi di una ripresa sostenuta della crescita nel lungo periodo, soprattutto con un mercato del lavoro ancora molto debole.

Sappiamo che la banca centrale è sensibile al potenziale inasprimento delle condizioni di finanziamento dovuto a tassi di mercato più alti. È possibile che l’aumento dei rendimenti del Bund tedesco dello scorso mese, quando sembrava possibile per un momento che le obbligazioni a 10 anni potessero essere scambiate con un rendimento positivo, abbia creato qualche nervosismo alla BCE e che quindi quest’ultima rimanga più cauta verso l’ipotesi di un prematuro ritiro del sostegno politico.

Andreas Billmeier, European Economist di Western Asset, parte di Franklin Templeton commenta la riunione odierna della BCE, ha aggiunto:

La BCE non ha annunciato alcun cambiamento politico importante oggi. In particolare, la BCE continua a caratterizzare la velocità di acquisto nell’ambito del PEPP nello stesso modo di marzo “significativamente più alta” rispetto al 1° trimestre.

D’altra parte, la BCE si riferisce anche all’acquisto flessibile in base alle condizioni di mercato – interpretiamo questo come un riferimento al periodo estivo che ha emissioni più basse, e quindi la BCE dovrebbe comprare meno per creare lo stesso impatto. Nell’insieme, non vediamo alcuna chiara guida emanata dalla riunione di oggi, poiché ci aspettiamo un mini-taper durante l’estate e una riduzione più formale ai livelli di acquisto del Q1 nella riunione di settembre. A quel punto, ci aspettiamo anche che la BCE riveda le sue previsioni per il 2023 e includa delle conclusioni per la Strategy Review. Per ora, ci aspettiamo che la BCE sia a suo agio con i rendimenti dei titoli di stato che salgono gradualmente – una mano ferma nelle parole della Lagarde”.

Fabio Castaldi, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management, commenta:
Le aspettative di una riunione con potenziali novità importanti sul lato della riduzione degli acquisti del PEPP erano già venute meno nelle ultime settimane, in virtu’ dalla comunicazione aggressiva delle “colombe” del direttorio dell’ECB (Philippe Lane, Panetta e Villeroy de Galhau in testa) circa la necessità di mantenere condizioni finanziare accomodanti nella fase di uscita dell’economia europea dalla crisi pandemica.
I mercati obbligazionari dell’area Euro e gli spread dei mercati periferici, in deciso recupero nelle settimane recenti, si erano pertanto riposizionati per un’ulteriore riunione di transizione. E tale è stato l’esito del meeting odierno. Revisioni al rialzo delle previsioni di crescita (ampiamente previste) e d’inflazione per il 2021 e 2022 ma invariate per il 2023.
Sul lato inflazione buona parte delle revisioni al rialzo vengono attribuite ad effetti base o comunque temporanei con proiezioni a medio termine (1,4%) ancora ben al di sotto dell’obbiettivo di policy del 2%.
In conclusione, gli acquisti di titoli obbligazionari da parte dell’ECB sotto il programma del PEPP continueranno al ritmo significativamente superiore rispetto ad inizio anno (ed incrementato nel secondo trimestre), con la dovuta flessibilità richiesta dal periodo estivo.
L’attesa si sposta quindi alla riunione del 9 di settembre (il meeting di luglio non ci aspettiamo possa riservare novità importanti), quando anche la “revisione strategica della politica monetaria” da parte della ECB potrebbe essere in dirittura d’arrivo.

 

Konstantin Veit, Senior Portfolio Manager European Rates di PIMCO, aggiunge:

“La BCE oggi ha confermato l’attuale configurazione di politica monetaria, ha mantenuto una “mano ferma” nonostante la deludente previsione di inflazione dell’1,4% per il 2023. La riunione di settembre potrebbe essere interessante, dato che la BCE prevede di concludere la revisione della strategia in quel periodo e probabilmente inizierà a comunicare la strategia del PEPP per il 2022.

Eliminerà gradualmente gli acquisti netti nell’ambito del PEPP nel 2022, e gli strumenti di acquisto di attività più regolari torneranno alla ribalta per mettere a punto la politica monetaria post-pandemia.

Prevede di comprare asset fino a poco prima di iniziare ad alzare i tassi di interesse, il che, date le prospettive di inflazione, è improbabile che accada entro i prossimi tre anni.

Mentre i programmi e gli acquisti mensili varieranno a seconda delle prospettive di inflazione, la BCE continuerà a comprare asset per gli anni a venire e, come la Banca del Giappone, le considerazioni sulla sostenibilità delle politiche potrebbero acquisire sempre più importanza.

Nicolas Forest, Global Head of Fixed Income and Member of the Executive Committee di CANDRIAM, conclude:

“Quella di oggi è stata una conferenza stampa di grande equilibrio su come rimanere super-accomodante pur rivedendo al rialzo le aspettative su inflazione e crescita.

Si è trattato di un esercizio difficile per la BCE, che a marzo aveva accelerato il ritmo degli acquisti di asset nell’ambito del Programma di emergenza pandemica (EPP). Con l’inflazione salita bruscamente al 2%, alcuni Paesi del Nord Europa sostenevano la necessità di un rallentamento del programma e di conseguenza una leggera riduzione del sostegno monetario. Le colombe, guidate da Christine Lagarde, hanno però vinto questo round e la BCE non ha cambiato i tassi di riferimento, continuando a utilizzare l’intera dotazione del PEPP a un ritmo sostenuto.

Così il ritmo degli acquisti dovrebbe rimanere intorno agli 80 miliardi al mese, anche se durante l’estate questa velocità potrebbe essere ritoccata.

Allo stesso tempo, la BCE ha rivisto al rialzo le sue aspettative di crescita dal 4% al 4,6% per il 2021 e dal 4,1% al 4,7% per il 2022. Anche le proiezioni sull’inflazione sono state riviste al rialzo per il 2021, dall’1,5% all’1,9%, sebbene Christine Lagarde abbia sottolineato il carattere transitorio di tale aumento, prevedendo un calo all’1,5% nel 2022.

Per giudicare la credibilità della politica monetaria europea, infatti, bisognerà seguire da vicino le aspettative sull’inflazione a lungo termine. La prossima riunione importante della BCE sarà quella di settembre, quando ci aspettiamo le conclusioni della revisione strategica autunnale. Per allora l’Eurotower dovrà preparare il mercato alla fine del PEPP, esprimersi sul suo altro programma di acquisto di asset APP e fare chiarezza sulla sua futura politica di liquidità, in particolare attraverso i TLTRO.

La parte più difficile, quindi, deve ancora venire.

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