Questa è solo l’ultima di una serie di misure volte a contrastare il rischio per le prospettive dell’eurozona rappresentato dall’epidemia di coronavirus. E a preservarne la stabilità finanziaria, evitando la frammentazione del sistema finanziario della UE che ha caratterizzato la crisi dell’euro.
Amundi si aspetta che arrivino ulteriori azioni dalle banche centrali e in ambito fiscale. C’è anche un’opportunità per l’Eurozona in questa crisi.
A differenza della crisi dell’Euro, il coronavirus colpisce tutti i paesi. L’incentivo a rafforzare il contesto istituzionale dell’area euro e a procedere verso una eventuale emissione di debito dell’Eurozona è più elevato che in passato. Adesso siamo in un momento “ora o mai più” per l’Eurozona.
Circa l’outlook di mercato, Amundi ritiene che ci troviamo in un momento in cui è troppo tardi per vendere e troppo presto per comprare. Vendere ora potrebbe danneggiare la possibilità degli investitori di raggiungere i loro obiettivi di lungo periodo.
I mercati rimarranno volatili alla ricerca di un “vero” evento catalizzatore che possa far intravedere una soluzione della crisi. Per esempio un chiaro segnale di contenimento in Europa in un momento di spinta fiscale e monetaria coordinata. O la scoperta di una terapia medica.
Amundi vede ripresa nel secondo semestre
In questa situazione, manteniamo una visione prudente sulle attività rischiose e una forte attenzione sulla liquidità. Nei mercati del credito, è probabile un aumento dei tassi di default così come una nuova ondata di declassamenti, in particolare tra le società statunitensi con rating BBB, che potrebbero cadere in territorio High Yield.
A livello settoriale, quello energetico sarà il più colpito tra gli emittenti High Yield statunitensi dal momento che anche i prezzi del petrolio stanno crollando. Nel complesso, c’è ancora spazio per un ampliamento dello spread. Ma una volta calmata la tempesta, ci saranno opportunità per modelli di business più robusti. Un focus sulle aziende con buoni fondamentali sarà necessario per attraversare questa fase.
Nei mercati azionari, il mercato ribassista potrebbe rivelarsi insolito e probabilmente di estrema intensità. Ma non durerà così a lungo come quello del 2008-2009. Manteniamo una visione costruttiva sulla parte finale dell’anno. Prevedendo una forte ripresa dei prezzi di mercato, insieme a un miglioramento delle condizioni economiche.
A cura di Pascal Blanqué, Chief Investment Officer del gruppo, Vincent Mortier, vice CIO del gruppo e Monica Defend, global head of research
Redazione
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