Gli esperti di Pimco, abrdn e Neuberger Berman ci spiegano perché i tassi resteranno invariati

Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO, ha commentato:

Riteniamo che la Banca Centrale Europea manterrà invariati i tassi di interesse nella riunione di ottobre, poiché il ciclo di politica monetaria ha raggiunto una fase in cui i rischi di un inasprimento eccessivo e di un inasprimento insufficiente si sono fatti più equilibrati.

Non ci aspettiamo che il Consiglio direttivo modifichi le attuali indicazioni sul reinvestimento del portafoglio obbligazionario, ma che discuta una riduzione anticipata dei reinvestimenti del programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP).

Per il momento, tuttavia, l‘incertezza sulla riforma delle norme fiscali dell’eurozona, il recente irripidimento al ribasso delle curve dei rendimenti e l’allargamento degli spread sovrani dell’area dell’euro depongono a sfavore di qualsiasi decisione di rilievo in occasione dell’imminente meeting.

Nel lungo periodo, la politica di reinvestimento della BCE sarà influenzata anche dalla conformazione di un nuovo quadro operativo per la gestione dei tassi di interesse a breve termine, inclusa l’entità del portafoglio obbligazionario strutturale. Attualmente la BCE intende concludere questa revisione entro la primavera del 2024.

Felix Feather, European Economic Analyst di abrdn, ha aggiunto:

L’assenza di sorprese sul versante dell’aumento dell’inflazione sottostante dall’ultima riunione di politica monetaria del Consiglio direttivo della BCE rende improbabile una mossa inattesa. Ci aspettiamo quindi una sospensione del processo di rialzo dei tassi questa settimana.

Tuttavia, sarà interessante vedere come sarà presa questa decisione. I recenti commenti dei funzionari suggeriscono che la maggior parte dei policy maker è favorevole a mantenere i tassi al livello attuale per un periodo prolungato. Di certo le motivazioni della decisione ribadiranno l’intenzione della BCE di mantenere i tassi in territorio restrittivo per un certo periodo di tempo.

Ma non è ancora chiaro come le comunicazioni inquadreranno i nuovi rischi al rialzo innescati dalle prospettive di inflazione alla luce della dinamica dei prezzi delle materie prime, in particolare nel settore energetico. La chiarezza su questo tema darà agli investitori un’idea più precisa dei rischi a breve termine per i tassi di interesse nell’area euro.”

Patrick Barbe, Head of European Investment Grade Fixed Income, Neuberger Berman, ha concluso:

L’approccio della Bce per la gestione della politica monetaria si basa sull’evoluzione del tasso d’inflazione core, al netto cioè di cibo ed energia. Ciò significa che solo il mantenimento dei prezzi del petrolio a un livello elevato per un tempo sufficientemente lungo potrebbe rappresentare un problema, perché l’aumento dei costi energetici si estenderebbe a tutti i prezzi di beni e servizi.

L’economia europea è sempre meno sensibile al petrolio, a differenza dell’elettricità o del gas. Inoltre, l’aumento del prezzo della benzina si diffonde rapidamente tra i consumatori, con un impatto su fiducia e, parallelamente, sull’indice dei prezzi. Ciò significa che l’aumento del prezzo del petrolio impatta più velocemente sull’attività rispetto a elettricità e gas, elemento di cui la Bce dovrebbe tenere conto.

Lo scorso settembre il comitato della Bce ha preso la decisione di alzare i tassi di riferimento prima di conoscere il dato sull’inflazione core, che aveva registrato un primo calo significativo.

Lo stesso vale per il comitato di questa settimana, il che dovrebbe rendere la Bce cauta: un ulteriore calo dell’inflazione di base potrebbe modificare le previsioni di inflazione a lungo termine e quindi la politica monetaria della Bce. Tenendo conto delle incertezze in Medio Oriente, la Bce dovrebbe adottare una modalità di attesa.

Cosa aspettarsi dalle prospettive di inflazione della Bce? Noi non prevediamo un aggiornamento delle prospettive di inflazione della Bce prima del comitato di dicembre: attualmente ci sono troppi fattori di instabilità (Medio Oriente, ritmo di crescita, importazioni di prezzi, investimenti fissi…) per rivedere i dati economici. Pensiamo inoltre che la Bce non sia pronta a dichiarare la vittoria sull’inflazione nei propri discorsi.

Ci aspettiamo che i dibattiti in seno alla Bce si spostino dai tassi al bilancio della banca centrale. L’attuale riduzione del suo bilancio è dovuta principalmente ai rimborsi delle Tltro, il che implica ora che sarebbe logico studiare un’accelerazione del Qt (quantitative tightening), ovvero la riduzione dei reinvestimenti delle obbligazioni in scadenza dal portafoglio della Bce.


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Redazione

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