Intervista a Michiel Plakman, Gestore del Robeco Sustainable Global Stars Equties e Michiel de Bruin, Portfolio Manager Global Macro Fixed Income di Robeco

L’arrivo di Mario Draghi alla presidenza del consiglio dei ministri, cui spetterà tra l’altro pianificare gli investimenti dei fondi provenienti dal Recovery Fund, sembra piacere ai mercati e andare nella direzione giusta. La Borsa di Milano riuscirà nei prossimi anni a trarre beneficio da questo contesto? Quali settori del listino milanese ritenete sia opportuno sovrapesare?
Michiel Plakman

Per quanto riguarda l’Italia propenderemmo per gli stessi settori che prediligiamo generalmente in Europa.

Ci piacciono i nomi dell’energia e i settori sensibili ai tassi d’interesse che beneficiano di una revisione al rialzo dei tassi e dell’irripidimento della curva dei rendimenti, come gli industriali, i finanziari e le assicurazioni.

Al contrario, saremmo probabilmente più cauti nei confronti delle utilities. In Italia, in particolare, siamo un po’ più preoccupati per l’emergere di una terza ondata del coronavirus. E siamo quindi un po’ più cauti a proposito dei settori come i beni di consumo discrezionali.

Sul versante dei titoli di Stato italiani, molti esperti ritengono che ci sia spazio per un’ulteriore compressione dello spread? Siete d’accordo con questa view? Su quali scadenze e tipologie di titoli di Stato italiani ritenete opportuno focalizzare l’attenzione?
Michiel de Bruin

Abbiamo una visione relativamente costruttiva circa i titoli di Stato italiani. Uno dei principali obiettivi del nuovo governo guidato da Draghi sarà quello di assicurarsi e spendere saggiamente il sostegno finanziario offerto dal Next Generation EU.

Inoltre, la Banca centrale europea, attraverso i propri acquisti di asset, dovrebbe continuare a raccogliere quantità significative di debito italiano. Ciononostante, noi guardiamo con attenzione alle valutazioni e benché gli spread dei rendimenti italiani rispetto alla Germania si siano generalmente ristretti, rimangono al di sopra dei minimi precedenti. Soprattutto per quanto riguarda le scadenze nella parte più lunga della curva.

In questo contesto, preferiamo i BTP a lunga scadenza, che dovrebbero beneficiare della ripidità della curva. Anche così, non si può escludere un consolidamento dello spread o persino un leggero allargamento rispetto ai livelli attuali, dato che le argomentazioni a favore del carry dovrebbero iniziare in qualche modo a venire meno nell’eventualità in cui i rendimenti obbligazionari globali dovessero continuare a muoversi verso l’alto.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.