A nostro avviso, sono tre i segnali principali a cui chi investe seriamente dovrebbe prestare attenzione nei mercati azionari. Daniel Kranson, senior research analyst di Vontobel Am
1: Accelerazione nella sovraperformance dei titoli growth
Chi investe in titoli growth ha ottenuto buon risultati dalla fine della crisi finanziaria globale a oggi, ossia nell’ultimo decennio e oltre. Se nel 2009 aveste investito 100 dollari in azioni globali (indice MSCI AC World), alla fine del 2020 avreste ottenuto più di 286 dollari, ma quegli stessi 100 dollari investiti in azioni growth globali (indice MSCI AC World Growth) vi avrebbero fruttato poco meno di 373 dollari.
Pur non avendo registrato in tutti gli anni una sovraperformance, alla fine di ogni anno questi titoli avrebbero fornito ai loro investitori un vantaggio su base cumulativa.
Alla fine del 2018 la differenza cumulativa tra le due strategie non era enorme, solo il 9%, ma nei due anni successivi tale percentuale è salita al 30%, il che indica una notevole divergenza.
Supponendo che le valutazioni siano ragionevoli, la sovraperformance dei titoli growth può essere spiegata da una crescita degli utili più rapida rispetto al mercato generale, ma la notevole sovraperformance registrata di recente è un’eccezione che vale la pena analizzare.
2: Sovraperformance dei titoli “Biglietti della lotteria” nel segmento growth
Analizzando i dati, si scopre qualcosa di insolito. Negli ultimi due anni, il migliore ambito in cui investire è stato quello più speculativo del segmento growth, ossia società in rapida crescita con P/E estremamente elevati o inesistenti a causa dell’assenza di utili. Indichiamo queste società con l’espressione “Biglietti della lotteria”.
Naturalmente in alcuni anni queste società hanno offerto risultati migliori e in altri peggiori, a seconda della propensione al rischio degli investitori, ma abbiamo scoperto che negli ultimi 25 anni ci sono stati pochissimi casi in cui i “Biglietti della lotteria” hanno sovraperformato il mercato su base globale, e in passato c’è stato un solo periodo in cui la performance è risultata simile a quella degli ultimi due anni, ossia tra il 1997 e il 1999. Sfortunatamente, questo confronto non fa ben sperare per l’attuale contesto di mercato.
Gli investitori devono fare attenzione con due tipi di società: quelle che hanno beneficiato maggiormente dei tassi bassi e i titoli “in voga”, ossia aziende con prospettive interessanti ma modelli di business non collaudati: due tipologie di società che corrispondono ai nostri “Biglietti della lotteria”.
3: Ampliamento delle valutazioni e altri segnali di esuberanza in un momento di crescente incertezza
Oltre alla preoccupante impennata dei “Biglietti della lotteria”, notiamo altri elementi che inducono alla cautela. Le valutazioni si sono ampliate nel complesso e le prospettive economiche paiono oscure e tendenti al ribasso.
Il numero di IPO globali e la quantità di denaro al seguito sono enormi. In tale ambito si registra l’ascesa delle SPAC (Special Purpose Acquisition Company), dove gli investitori selezionano un gestore o un team non solo per gestire bene un’attività, ma in primo luogo per trovare un’attività da gestire. Il mercato non sta agendo in maniera razionale.
Si pensi a GameStop, rivenditore tradizionale che per anni ha registrato un calo nelle vendite (pertanto non rientra nel profilo delineato in precedenza), poiché i videogiochi vengono scaricati sempre di più, e che nelle prime settimane dell’anno ha messo più volte a segno un rialzo indotto dalla ricopertura di scoperto determinata da investitori retail.
Si tratta di un segnale tra tanti che induce alla prudenza e che ricorda quanto i mercati non siano sempre efficienti. Non basta tralasciare i rischi affinché questi spariscano, anzi, più li si ignora più aumentano.
Per proteggersi da un’eventuale inversione di tendenza è bene non concentrarsi esclusivamente sui titoli growth escludendo tutto il resto.
Questo non significa che una data società non sia destinata ad avere grande successo, ma quando il mercato guarda solo al potenziale di un’azienda ignorando i rischi è bene essere prudenti.
Le società in crescita che vantano anche un modello di business collaudato ad alto rendimento e scambiano con valutazioni ragionevoli consentono di proteggersi in modo più conservativo e storicamente fruttuoso da un’eventuale flessione del mercato, oltre ad affrontare meglio il ciclo.
A nostro avviso, un gestore di titoli quality growth non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sulla crescita, ma cercare innanzitutto società di qualità.
Sebbene questo approccio possa escludere alcune delle realtà a più rapida crescita, riteniamo che investire unicamente su quest’ultima non sia un’ottima strategia, ma che lo sia investire in crescita redditizia.
In definitiva, per investire con successo nel tempo non serve fortuna, ma disciplina e capacità.
Redazione
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