Come la blockchain cambierà l’industria del risparmio gestito

La blockchain, come ogni nuova tecnologia, è portatrice di grandi vantaggi ma anche di possibili svantaggi. Una cosa è sicura, tuttavia: anche il mondo dell’asset management non sarà risparmiato dalla rivoluzione in atto. Presto si materializzerà un’adozione di massa della tecnologia che rende immutabile e trasparenti le transazioni.

In un report pubblicato di recente, Deloitte ha elencato le strategie che le società di gestione patrimoniale devono adottare se vogliono superare le sfide del contesto attuale. Tra quelle citate figurano la ristrutturazione dei portafogli di prodotti, la razionalizzazione delle operazioni e l’offerta di “esperienze di ispirazione digitale” per i clienti.

È interessante notare come i tre grandi cambiamenti sono anche delle soluzioni che l’industria sarebbe in grado di offrire qualora decidesse di accogliere a braccia aperte la blockchain. Su questo punto non va dimenticata l’importanza del ruolo che svolgeranno i Millennials e i membri della cosiddetta generazione Z. Ormai rappresentano una parte sempre più significativa della clientela dell’asset management.

Tante sfide ma anche enormi potenzialità

L’avvento del libro mastro condiviso, la piattaforma su cui si scambiano criptovalute, si è fatto sempre più prepotente in tanti campi. Anche perché, come già documentato, le sue applicazioni possibili nell’economia reale e nei mercati finanziari sono molteplici.

Si  pensi alle supply chain nel mondo agroalimentare, oppure alla tokenizzazione dei biglietti degli spettacoli. Una volta risolto il problema della scalabilità, la blockchain potrebbe fare il suo ingresso anche nel settore dell’Internet of Things.

Sia che si tratti di gestione patrimoniale, sia che si tratti della categoria più ampia dei servizi finanziari gestiti, i concetti affrontati qui di seguito si applicano generalmente ad entrambi. Per quanto riguarda la gestione patrimoniale pura, la Distributeed Ledger Technology (DLT) ha applicazioni anche in questo settore.

Disruption imminente nel mondo del risparmio gestito

Per rispondere a una domanda che molti gestori patrimoniali potrebbero già porre: ebbene si, si verificheranno disagi. L’idea che la “catena di blocchi” non solo andrà a beneficio del settore della gestione patrimoniale, ma comporterà anche l’obsolescenza di alcuni ruoli intermedi, è giustamente preoccupante per alcuni.

Tuttavia, coloro che ne sono colpiti non devono confondere l’obsolescenza con l’estinzione. L’attività di gestione patrimoniale è tutta incentrata sullo sfruttamento delle opportunità e sul ruolo e sensibilità degli esseri umani. Coloro i cui ruoli evaporeranno con l’avvento della blockchain troveranno semplicemente nuove opportunità. In modo tale da continuare a servire i loro clienti all’interno di un ecosistema della gestione patrimoniale diverso da prima ed esteso.

Blockchain: i problemi che risolverebbe

  • Aumento della sicurezza delle operazioni
  • Incremento della velocità
  • Maggiore efficacia operativa
  • Facilità nell’accogliere nuovi clienti
  • Comunicazione più rapida tra investitori e asset manager
  • Conformità con le normative
  • Liquidazione delle transazioni più veloce e semplice
  • Ogni piccolo compito può essere portato a termine con uno Smart Contract

Quest’ultimo è forse l’aspetto più interessante e con il maggiore potenziale. Per smart contract si intende “blocchi” di codice relativamente brevi che automatizzano alcune operazioni.

Nell’ambito della gestione patrimoniale, i compiti da eseguire possono essere variabili. Si va dall’attivazione automatica della vendita di un fondo, sulla base delle regole stabilite dal cliente, all’esecuzione effettiva di un contratto tra il cliente e il gestore patrimoniale.

In breve, questi “contratti intelligenti” andrebbero a eliminare la necessità di ricorrere ad avvocati in determinate situazioni. Questo renderebbe l’esecuzione dei contratti e delle regole un’operazione automatica e quasi istantanea.

Blockchain: i problemi che creerebbe

  • Mancanza di familiarità con il tipo di mercato
  • Scarsa esperienza nella gestione di enormi volumi di dati
  • Poca sicurezza negli Smart Contract
  • Grandi sfide dal punto di vista normativo
  • Sostituire sistemi e altri processi precedenti comporta costi elevati

Affrontare e superare le sfide dell’adozione di blockchain sopra elencate non sarà un’impresa da poco. Richiede grandi sforzi e una stretta collaborazione tra gli attori dell’asset management e i gruppi di nuove tecnologie.

Questi ultimi dovranno essere in grado di collegare i sistemi tra loro disconnessi con le piattaforme blockchain o DLT (Distributed Ledger Technology) più sicure, conformi e scalabili.

Risparmio gestito: esplorare nuove frontiere

Da parte loro, come suggerisce del resto anche Deloitte, i gruppi di asset management devono abbandonare le loro “comfort zone” ed esplorare nuove frontiere quest’anno. Lo impongono il contesto storico e la trasformazione in atto.

I modelli operativi di lunga data richiedono ormai una trasformazione se i gestori vogliono stare al passo con la concorrenza. E la personalizzazione digitale sta diventando un’aspettativa del cliente. La personalizzazione dei prodotti, che vadano il più possibile incontro agli interessi del cliente, d’altronde, viene citata come la priorità dalla maggior parte dei clienti più facoltosi.

Questo per quanto riguarda le sfide interne. All’esterno, invece, visto anche che gli investitori stanno adeguando le loro allocazioni di portafoglio alla ricerca del rendimento totale, le SGR devono adoperarsi per trovare investitori in nuovi segmenti demografici o geografici. È il percorso più efficace per la crescita dei propri asset.

Daniele Chicca
Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno presso la UCL di Londra, è giornalista professionista dal 2007. Partendo da Reuters si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Grazie a competenze SEO e social, ha contribuito a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia (in qualità di responsabile editoriale). È stato inviato da New York per Radio Rai e per varie agenzie stampa, tra cui AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento si occupa della strategia di comunicazione di alcune startup svizzere specializzate in crypto, FinTech, materie prime e mondo del lavoro.
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