Bond: dagli angeli caduti agli astri nascenti

"Pensiamo che la ripresa economica possa mantenere lo slancio nell'HY. In particolare le emissioni BB." Jack Flaherty, Investment Director e Responsabile delle strategie sul credito di GAM

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fallen angels: l’espansione del debito di categoria BBB è stata ampiamente documentata, ma fino all’esordio di questa crisi, la maggior parte dei commentatori mostrava un certo ottimismo riguardo al rischio che i casi di fallen angels potessero aumentare (grafico 3 in basso). Anche le agenzie di rating sembravano disposte a concedere il beneficio del dubbio ai dirigenti societari coinvolti in operazioni di acquisizione finanziate a debito

Con i rendimenti obbligazionari ai minimi cresce l’appetito verso gli High yield, grazie al basso rischio di default tra la ripresa economica e la liquidità fornita dalle banche centrali.

Jack Flaherty, Gam
Il contesto in cui uno dei principali rischi per gli investitori nel credito erano i fallen angels – cioè le obbligazioni Investment Grade (IG) che venivano declassate ad High Yield (HY) invadendo il segmento – è venuto meno.

Il 2020 è stato un anno record per i fallen angels (il 3% del segmento investment grade è passato all’high yield, arrivando a rappresentare il 15% del mercato totale HY). Mentre il 2021 si sta rivelando l’esatto opposto. Si prevede che il numero delle “rising star” – le obbligazioni che vengono promosse da HY a IG – sarà almeno cinque volte quello delle obbligazioni declassate ad HY. Le emissioni BB sono quelle su cui posizionarsi per trarre vantaggio da questo fenomeno.

Allo stesso tempo, pensiamo più in generale che la ripresa economica possa mantenere lo slancio nell’HY. E vediamo il miglior rapporto rischio/rendimento nell‘enfatizzare le emissioni BB. Guardando agli ultimi 5 anni nell’HY statunitense, abbiamo visto le obbligazioni con rating BB venire scambiate con un differenziale di spread più contenuto rispetto alle obbligazioni BBB.

Con l’attuale traiettoria di crescita e l’Option-Adjusted Spread (OAS) di circa 99 bps rispetto ai BBB, vediamo spazio per un’ulteriore compressione, con il differenziale che è arrivato a circa 35 bps nel 2019 (ed era spesso più stretto di quello attuale).

Poiché riteniamo che le emissioni BB offrano meno rischi al ribasso dal punto di vista dello spread e una maggiore qualità all’interno del segmento High Yield, questo consente agli investitori di proteggersi meglio da qualsiasi grande sorpresa al ribasso a breve termine.

Il rischio di tasso d’interesse sottostante, tuttavia, è reale e molte società hanno prolungato le loro scadenze per approfittare di questo ambiente di tassi bassi. Mentre questo è positivo dal punto di vista del rischio di credito, in quanto riduce il rischio di finanziamento a breve termine, aumenta la sensibilità ai tassi risk free sottostanti.

Questo rischio può essere gestito a nostro avviso con una duration più bassa rispetto al benchmark, data la nostra prospettiva che i tassi si muoveranno verso l’alto. E abbiamo anche la possibilità di coprirci dal rischio di tasso con i futures.

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