Intervista a Polina Kurdyavko, Head of Emerging Markets, BlueBay Asset Management

Quali sono i fattori che hanno penalizzato la performance dei bond emergenti negli ultimi mesi?

Il conflitto tra Russia e Ucraina ha avuto un impatto significativo sui mercati emergenti. Ciò è particolarmente evidente se si guarda ai rendimenti a livello di indici sui mercati obbligazionari emergenti. Si tratta di movimenti significativi. In parte ciò è dovuto al brusco aumento dei prezzi del petrolio, che si aggirava intorno ai 130 dollari al barile nelle scorse settimane.
È anche riconducibile alle aspettative di alti livelli di inflazione scaturite da tale aumento, che potrebbero condurre a un’ulteriore stretta della politica monetaria, e a un effetto di attenuazione della crescita. Fattori, questi, che hanno portato a questo sentiment diffuso di avversione al rischio.
Anche l’impatto di altri fattori macroeconomici, come i cicli di inasprimento delle politiche negli Stati Uniti e in Europa, varierà tra i Paesi emergenti. In queste aree le società, nella maggior parte dei settori, hanno sufficienti ammortizzatori per sopportare la potenziale volatilità dei tassi sul mercato, grazie a margini più alti, profili di scadenza del debito lunghi o alti prezzi delle materie prime.
Quale asset allocation per regioni/paesi/scadenze/rating state prediligendo e quale evoluzione ritenete sia plausibile nei prossimi mesi per l’universo delle obbligazioni emesse dai paesi emergenti?
Nonostante il forte sell-off di inizio anno, se prendiamo in considerazione le valutazioni attuali e le combiniamo con i fondamentali sottostanti, che rimangono positivi, riteniamo che il resto del 2022 potrebbe essere un anno di rendimenti positivi.
Iniziamo con il debito sovrano emergente in valuta forte, dove, un paio di settimane fa, l’indice è sceso quasi del 12% dal picco di settembre. Ciononostante, il rendimento dell’asset class sembra molto interessante. Guardando al corporate, riteniamo che nel complesso il settore rimanga ben posizionato. Anche il debito emergente in valuta locale è in una posizione unica dal punto di vista dei tassi reali.
Da un punto di vista geografico, vediamo opportunità in Turchia e tra i Paesi esportatori di commodity come Nigeria e Angola che potrebbero continuare a beneficiare del supporto degli investitori. Al di fuori della regione EMEA alcuni Paesi dell’America Latina, come il Messico, che traggono beneficio sia dai prezzi delle commodity sia da un mix di politiche ortodosse. In Asia monitoriamo l’immobiliare cinese, così come i titoli sovrani che scambiano su livelli distressed. In questo ambito stiamo adottando un approccio paziente, dato che continuiamo ad aspettarci elevata volatilità.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

