Il restringimento degli spread sui periferici potrebbe continuare in uno scenario di soft landing. Yanick Loirat, senior portfolio manager di Neuberger Berman
Con i timori sull’inflazione in Europa che continuano a raffreddarsi, alcuni investitori sono convinti che la Banca centrale europea abbia completato il proprio ciclo di rialzi in linea con uno scenario centrale di soft landing.
Questo risultato, a nostro avviso, potrebbe avvantaggiare gli obbligazionisti che mirano a trarre profitto dalla discesa delle curve dei rendimenti nei periferici, dove le sovvenzioni e i prestiti a basso costo grazie al Fondo di ripresa dell’UE (ex Recovery and Resilience Facility, o RRF) possono sostenere la crescita economica senza gravare sui bilanci pubblici.
Ecco una comparazione con lo spread a dieci anni di ciascun Paese (intervalli stimati in base alle osservazioni di Bloomberg) rispetto al Bund tedesco:
Italia (+170-180pb). L’Italia è stata messa sotto pressione per aver allentato i propri piani fiscali, ritardando l’attuazione recovery fund e ponendo fine al “Super Bonus 110%”. L’eliminazione di questo credito frenerà il Pil, traducendosi in un rapporto debito/Pil di circa il 140% nei prossimi anni. Nel frattempo, le esigenze di rimborso del Paese potrebbero far aumentare l’offerta netta di obbligazioni, soprattutto se i reinvestimenti del Pandemic Emergency Purchase Program si concluderanno l’anno prossimo.
Spagna (+95-105pb). Dopo un periodo di incertezza politica, il primo ministro Pedro Sanchez manterrà il proprio incarico con una fragile coalizione. Nel frattempo, l’inflazione è rimasta contenuta durante la recente crisi energetica e una stagione turistica di successo ha fatto crescere il Pil. Inoltre, il Pil del 2024 dovrebbe riflettere i benefici degli investimenti dei fondi per la ripresa. Il debito/Pil della Spagna è ora al 110%, in calo del 3% rispetto al 2022, e l’offerta netta di obbligazioni dovrebbe essere inferiore nel 2024 rispetto al 2023.
Grecia (+115-125pb). Riteniamo che la revisione del rating da parte di Fitch prevista il 1° dicembre dovrebbe meritare il reintegro del Paese all’interno dei benchmark investment-grade. Sebbene il debito/Pil del Paese sia ancora elevato, pari al 166%, si è ridotto più rapidamente rispetto ai propri omologhi. L’offerta netta di obbligazioni dovrebbe diminuire nel 2024.
Portogallo (+60-70pb). Fitch e Moody’s hanno di recente aggiornato il rating del Paese portandolo ad “A” grazie all’avanzo primario, al Pil in crescita e all’inflazione ragionevole. Ma vi sono anche delle turbolenze: il primo ministro Antonia Costa si è recentemente dimesso in seguito a un’indagine per corruzione. La precedente amministrazione prevedeva che il debito/Pil, attualmente al 110%, sarebbe sceso sotto il 100% entro la fine del 2024, ma questa traiettoria è ora in dubbio. L’offerta netta di obbligazioni dovrebbe diminuire l’anno prossimo.
Gli spread si sono ristretti all’interno della periferia europea e riteniamo che questa tendenza possa continuare in uno scenario di soft landing. In particolare, riteniamo che Spagna e Grecia siano le più pronte a beneficiarne, con potenziali buone notizie per gli obbligazionisti
Redazione
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