Intervista a Raphael Thuin, Head of Capital Market Strategies, Tikehau Capital

 

L’impennata dell’inflazione e la conseguente reazione in materia di tassi d’interesse da parte delle banche centrali hanno penalizzato i corporate bond nel 2022. Cosa vi aspettate per l’anno in corso?

 

Raphael Thuin

Lo scorso anno il mercato obbligazionario ha attraversato un periodo di forte sottoperformance mentre ora i rendimenti hanno toccato livelli che non si vedevano da anni, talvolta anche da decenni.

Se da un lato riteniamo che la ripresa del mercato nel 2023 sia stata troppo forte e troppo veloce e vogliamo adottare un atteggiamento paziente per le nostre allocation, dall’altro siamo ancora convinti che il mercato presenti del valore per chi investe su un orizzonte temporale lungo.

Anche se le performance nel breve periodo potrebbero essere volatili, vista soprattutto la velocità del recente rimbalzo, l’asset class obbligazionaria continua a presentare rendimenti e livelli di rischio interessanti per gli investitori di lungo termine.

Infatti, dopo anni in cui le azioni sembravano essere l’unica e la migliore opzione per gli investitori (una fase che ci piace definire “TINA”, There Is No Alternative), un periodo in cui massimizzare il rischio e acquistare ogni singolo ribasso rappresentava la formula vincente per ottimizzare i rendimenti, riteniamo che la formula da adottare nel nuovo ciclo economico sarà diversa.

In un contesto di tassi d’interesse e inflazione più elevati, ottimizzare il rapporto rischio-rendimento, maggiore flessibilità e la gestione della volatilità saranno fondamentali e dovrebbero giustificare nuovamente un’allocation dinamica a lungo termine nel reddito fisso.
Quali tipologie di corporate bond state privilegiando in questa fase di mercato in termini di affidabilità creditizia, duration, settori, aziende?

In questo spazio, la recente sottoperformance dell’Investment Grade fa nascere alcuni interrogativi. In effetti, in un periodo di stress economico, è controintuitivo vedere gli emittenti definiti di qualità sottoperformare il mercato in generale.

Nel complesso, la remunerazione aggiuntiva per ridurre qualità e rating e per assumersi il rischio di credito è limitata, soprattutto in un momento in cui i default sono in aumento e l’incertezza economica è elevata. Nell’investment grade, ci concentriamo sul limitare il rischio di duration, dato che al momento la traiettoria dei tassi di interesse è incerta e le curve sono molto piatte.

Ci siamo inoltre concentrati molto sull’universo dei subordinati finanziari: obbligazioni emesse dalle banche europee che hanno registrato una forte sottoperformance e che attualmente presentano valutazioni tra le più penalizzate nella loro storia. Questa sottoperformance si è verificata in un momento in cui i bilanci delle banche sono più solidi che mai, i risultati e la redditività sono stati resilienti e l’ammontare degli accantonamenti per far fronte a un potenziale aumento degli NPL è considerevole.

Riteniamo che sia un buon momento per investire in questo segmento, considerando che presenta valutazioni ridotte e fondamentali solidi.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.